Visto che in questo blog si parla di matematica e letteratura, vorrei consigliare un libro, soprattutto agli studenti, che ho letto in meno di 24 ore. Si tratta di un caso letterario, a quanto pare, dal titolo intrigante, La solitudine dei numeri primi. Chiarisco che il romanzo non parla di matematica, ma fa riferimento ai numeri primi a proposito della storia dei due protagonisti che come questi numeri sono “divisibili solo per uno e per se stessi, stanno vicini, ma non riescono a sfiorarsi, in mezzo c’è sempre una cifra pari che impedisce loro di toccarsi davvero (…) soli e perduti, ma speciali”.

Il romanzo è molto interessante e l’autore che non ha ancora compiuto 26 anni, Paolo Giordano, è un fisico, borsista all’università e studioso di particelle elementari. Racconta la storia di due ragazzi che avendo subito, ognuno per conto suo, un trauma da piccoli sono diventati dei diversi, speciali appunto come i numeri primi. Si parla oltre che di sofferenza, solitudine e incomunicabilità, anche delle aspettative e pressioni dei i genitori sui figli, di bullismo, anoressia, autolesionismo (nel senso letterale) e molto altro… di come i ragazzi siano diversi dai modelli di Moccia e della pubblicità, del fatto che non tutti riescano a sentirsi come Jovannotti (detto senza ironia perché apprezzo il cantautore). Insomma, ragazzi, leggetelo e poi fatemi sapere cosa ne pensate. Il prof. Carrer intanto ci potrebbe dire qualcosa in più a proposito del fascino (dicono proprio così) dei numeri primi…

prof. Marianoemi De Luca