Su gentile richiesta…di Pagotten

Facendo riferimento a “L’ospite inquietante: il nichilismo e i giovani” di Galimberti, nei nostri giovani sembra esserci “la morte felice” della propria specificità, si sta bene in tribù, fuori dalla quale c’è solitudine e noia, magari la T.V: bersaglia di emozioni che non si contengono, che non si sanno elaborare, creando sovraeccitazione e assuefazione di emozioni. E che dire delle seduzioni commerciali, della società opulenta che fornisce cose prima ancora che le desideriamo? oppure della tecno-scienza che dà al tutto motivazioni utilitaristiche: la tecnica funziona e basta!

E’ così che subentrano le malattie dello spirito( il nichilsmo e la noia), la perdita di valori e non si sa più giore!Si cercano emozioni su percorsi anche violenti e devianti!Le iniziative si spengono, subentra la noia, si impone il nichilismo( genitori e scuola perdono autorità) e si compiono azioni inquietanti.

Quale prospettive per il futuro, quando il futuro non è più una promessa ma una minaccia?

Vecchiarel bianco, infermo…

con gravissimo fascio sulle spalle…

cade ,risorge,e più e più s’affretta…

…infin ch’arriva

colà…

abisso orrido,immenso,

dov’ei precipitando, il tutto oblia ( Leopardi).

Non definisco l’uomo un organismo vivente che segue dinamiche…perchè quando le idee sono animate dalla passione ,diventano attive e creative, desiderose di sperimentazione e conoscenza,di mettersi alla prova. L’uomo ha bisogno di cercare se stesso, per conoscersi e accettarsi e desiderare di varcare i confini, per trasformarsi. Deve aver fiducia in se stesso.

Cosa fare con i giovani?

Diceva Aristoltele nella Retorica: le emozioni si lasciano modificare dalla persuasione, quindi l’emotività si può educare.

Perchè aver paura di riuscire a essere ciò che si sogna?

L’amore è contagioso…è da contagiare!

E poi trovare

un varco interiore,

un chiarore di coscienza

illuminante

conducente

a monte dell’esistenza.

Pulizia positiva

alimentata da ascolti

di vita,

realtà regalizzata dall’amore,

ombra trasformata in gioia

da emanare e

contagiare.

Piera Isgrò