Randy Paush: professore di informatica e ricercatore presso l’università Carnegy Mellon di Pittsburgh, Pennsylvania. Muore nel Luglio 2008 da cancro diagnosticato alla fine del 2006.

A settembre 2007 tiene quella che viene chiamata la “Last Lecture”, l’ultima lezione di fronte ad un pubblico numeroso. Il video della lezione – intitolata “Really Achieving Your Childhood Dreams”, cioè “Realizzate i Vostri Sogni d’Infanzia” – è stato visto da oltre 6 milioni di persone, ad oggi.

Randy Paush si occupava di informatica ma – più importante – di tecnologie avanzate per l’insegnamento; importante la sua iniziativa ETC Entertainment Technology Center, presso la Carnegy Mellon.

Ma non questi i meriti – pur sostanziosi – che mi hanno colpito quando ho visto il filmato (non ho capito molto dato l’inglese stretto) e letto la sua storia. La sensazione forte – naturalmente – è la reazione alla morte certa e certificata. Non posso e non voglio descrivere il fatto: chi lo desidera può vedersi il filmato.

Mi viene da pensare che certamente quest’uomo è straordinariamente coraggioso; affronta il pubblico, lavora, gioca fino all’ultimo (quasi) minuto di vita ed è in grado ancora di trasmettere fiducia nel futuro, piuttosto che rintanarsi e piangere sulla sua sorte. Viene quasi automatico pensare (o rigettare immediatamente il pensiero) a come ci saremmo comportati noi in un caso analogo o magari, se la vita ci riserverà proprio un tale caso.

Sì, sì, però sento che non è questo il punto; mi sembra che la questione sia più generale, che riguardi un modo comune di rapportarsi con la morte; insomma, mi sembra un fatto culturale.

Nascondere o non-nascondere la morte imminente è un comportamento che si acquisisce con il tempo, con lo stratificarsi di tradizioni e riti e abitudini, tese tutte al tentativo di esorcizzare, obliare la morte.

Gli americani sono un popolo giovane ed è forse per questo che riescono ad affrontare un tema così denso (così come molti altri) con tanta leggerezza.

La vostra opinione?