Soddisfazione

Ho sempre pensato male dei test a crocette o quesiti a risposta multipla o come diavolo si chiamano e grande è la mia soddisfazione nello scoprire che Terry Tao la pensa (sostanzialmente) come me: vedere il suo pensiero in materia in questo post.

Chi è Terry Tao? chi è Terry Tao?

Terry Tao è un australiano di origini orientali, che rappresenta uno dei due possibili, estremi contenitori della scienza matematica; ma questa è un’altra storia.

Ricordo che i quesiti a risposta multipla pongono una domanda e propongono alcune risposte fra le quali si cela l’unica corretta.

Riassumo brevemente gli elementi del post sui quali concordo pienamente.

I test non hanno alcuna tolleranza per gli errori. Se uno studente è preparato e possiede gli elementi per un corretto approccio al problema ma ha interpretato male il testo, ottiene zero punti. Lo studente scarsamente preparato e privo di idee può tirare a indovinare e, se almeno in possesso di buon senso, può aspirare al massimo punteggio.

E’ facile copiare o farsi suggerire il risultato dai compagni. Ne sappiamo qualcosa, specialmente nelle classi numerose e piccole, quando la verifica è tradizionale, figuriamoci con un test.

I quiz danno una cattiva impressione dei problemi di matematica e, di conseguenza, della matematica stessa: un problema non si pone mai con 4-5 possibili risposte ma sempre con un percorso di soluzione. Il test tende a favorire una risposta meccanica (dice Tao: “mindless application of formal rules” e quel “mindless” = senza testa, mi manda in estasi), una applicazione di regole formali, spesso senza chiedersi se sono compatibili con il problema.

Tao sostiene che una certa meccanicità di calcoli propri  dell’algebra e dell’analisi possono essere esaminati con i test nelle scuole superiori ma nei corsi universitari si deve pretendere una comprensione delle ragioni che hanno prodotto le formule e i meccanismi di calcolo; io sostengo che questa comprensione – fatte le dovute proporzioni – è necessaria anche nelle nostre scuole superiori, per il semplice motivo che questa comprensione è lo scopo dell’insegnamento matematico.

Infine, ed è il motivo più importante anche per me, i test promuovono l’idea che, nei problemi di matematica, la soluzione sia più importante del processo mentale per trovarla; e questo specialmente se i problemi posti sono meri esercizi costruiti solo a scopo d’esame. In effetti solo l’attenta valutazione del processo di soluzione di un problema può dare le precise indicazioni al docente sulle debolezze del ragionamento dello studente, con tutto quel che ne consegue.

Procede poi, Terry Tao, nell’ esame dei motivi per cui i test possono essere usati positivamente nel caso di autovalutazione, nei caso cioè che lo studente voglia autonomamente verificare la propria preparazione: questo, per vari motivi, non ci riguarda e quindi posso ben dire: è un’altra storia.

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3 risposte a Soddisfazione

  1. vianello ha detto:

    @ elllia: riguardo alla valutazione del laboratorio, siamo in 22 a non averci capito molto

  2. elllia ha detto:

    @ Bobcarr: Sostengo anche io la sua tesi. Dal mio punto di vista di profonda ignoranza in materia, dico che la matematica non a come scopo (primario) quello di insegnarte teoremi e formule, bensì dare ELASTICITA’ mentale e SVELTEZZA (la stessa che, secondo alcuni, possiedono i videogiocatori). Che per la valutazione sia necessario portare a termini esercizi e dimostrazioni è chiaro, però un insegnante deve anche valutare la reale preparazione mentale a risolvere questioni di tipo logico-matematico. Non sento di accantonare del tutto gli odiati QUIZ, pur conoscendo l’incredibile facilità con cui si può copiare, pur sapendo che non offrono indici certi di valutazione, perchè secondo me per alcuni campi di una disciplina (es: teoria di Java in LAS, invece delle domande a risposta aperta) possono essere validi: sta all’insegnante poi valutare correttamente i risultati.

    @ Igor: quello che dici tu è vero, infatti ricordati che non necessariamente uno studente che conosce a menadito termini e definizioni sappia poi metterli in pratica, anzi. E’ più facile che nella pratica si riesca bene pur non sapendo cosa sia una determinata (ed impensabile) caratteristica di un DBMS, parlando dellla recente prova di ACCESS. Ma i guai non saltano fuori solo su quel tipo di test: io devo ancora capire quale sistema di valutazione ha usato il prof per i compiti di laboratorio…

  3. Igor R. ha detto:

    concordo in piene e ne so ben qualcosa dato che nei due test a crocette che abbiamo fatto in informatica nel corso di questi tre anni non ho mai preso la sufficienza..mentre su compiti di genere in cui si ragiona (anche sullo stesso identico argomento!!) sempre sette o più…inutile aggiungere che i miracolosi voti di studenti che prima a stento raggiungono la sufficienza sono un altro monito sulla falimentarietà di tali metodi…poi per il resto be vengano quando si ha poca voglia di studiare ^^
    in ogni caso penso (suppongo) che se il livello dei voti e della preparazione o cmq della volontà e necessità degli atudenti di studiare è calata è anche a causa di tali test…

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