… e il Laboratorio di Matematica, a che serve?

Dopo la domanda: a cosa serve la Matematica? sorge spontaneo chiedersi a che cosa serva la Matematica … in laboratorio.

Qualche anno fa la risposta era semplice: serve per tirar su il morale (e qualche volta le valutazioni).

Era frequente infatti incontrare studenti “scarsi” in teoria (ad esempio fallivano le prove scritte perchè non sapevano fare i conti), ma talmente”smanettoni”, fantasiosi e appassionati di informatica da cavarsela piuttosto bene con le esercitazioni di matematica al computer.

Ora se ne trovano sempre meno, ma, d’altra parte, posso capirli. E’ già così difficile decidere di mettersi a fare matematica (in fondo, a cosa serve?), se poi la si deve anche fare al computer… con tutte quelle distrazioni!

Mi immagino la scena:

pomeriggio che precede la lezione di laboratorio di matematica, studente medio, computer in cameretta, sopra la scrivania, vicino al letto (troppo vicino!).

“Mentre aspetto che si accenda il pc, quasi quasi mi stendo un attimo sul letto …”.

Dopo un paio d’ore (quando il computer è finalmente partito!):

“Adesso devo assolutamente farmi venire un’idea su come risolvere il problema che i proff. mi hanno assegnato in laboratorio la settimana scorsa, ma mentre ci penso è meglio che mandi un trillo col Messenger a Gigi, sarà mica che lui un’idea ce l’ha già! E magari scarico anche quel gioco che ha detto Ale, così dopo che ho finito con la matematica magari mi diverto un po’. E le foto della gita che Lallo ha messo in Netlog? Meglio se le scarico subito, sennò dopo me ne dimentico; ma nel frattempo ascolto un po’ di musica, così mi concentro meglio. Oh Massi! non rompere con questi sms, che io sto risolvendo un problema di matematica! Si mamma, arrivooooooooooo evviva è già ora di cena … e il gioco? Beh lo proverò dopo cena!”

Giorno successivo, laboratorio di matematica:

“Bene ragazzi, chi di voi ha risolto il problema assegnato la settimana scorsa?”

Gigi, Ale, Lallo, Massi e lo studente medio non sentono nemmeno la domanda: stanno cercando di cambiare lo sfondo del desktop perchè, diciamocela tutta, quello di Ubuntu fa talmente schifo che ti fa perdere la voglia di fare matematica! vuoi mettere quello di XP! Scemo, meglio la foto della velina seminuda!

Per fortuna ai miei tempi (come sono vecchia!) il pc non esisteva, altrimenti non so davvero se sarei stata capace di fare matematica con il computer in modo tanto diverso da questi studenti medi!

Quindi, forse, la domanda iniziale potrebbe diventare: si può fare matematica in laboratorio?

A presto.

Advertisements
Questa voce è stata pubblicata in Insegnanti, Matematica, Varie e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

18 risposte a … e il Laboratorio di Matematica, a che serve?

  1. ALESSIO DAMIANO ha detto:

    @morritz io non ho scritto niente di male che potesse ispirarti a dirmi quella frase (“abbassa la cresta”), quando ho scritto: “anche se ti trasmetto arroganza è il mio carattere….irrecuperabile”, mi riferivo ai momenti scolastici reali, a come mi esprimo con le altre persone.
    Inoltre saprai benissimo che un carattere non si può cambiare, per questo ho scritto irrecuperabile.

  2. ALESSIO DAMIANO ha detto:

    @bob carr ….cacchiolina!!!ora ho capito cosa ho sbagliato!!!e vabè….prof, A VOLTE si sbaglia scrivere con il computer….ahahah!!!

  3. bobcarr ha detto:

    @damiano & morritz prima che il tutto diventi veramente irrecuperabile e che finiamo su internet: preciso che la mia osservazione sul termine “avvolte” usato da damiano si riferisce al fatto che è sbagliato; la frase corretta dovrebbe essere “… è che a volte, purtroppo, i rapporti …”

  4. Morritz ha detto:

    @Alessio Damiano
    Dai tuoi commenti si ha la conferma di quanto dici sul tuo carattere io stesso ho avvertito una forte arroganza nei confronti dei professori e degli alunni.
    Comunque hai trovato una bella scusa per giustificarti (“è il mio carattere…irrecuperabile”) ma in questa maniera non ti metterai mai in gioco e farai molta fatica ad accogliere opinioni e punti di vista diversi dai tuoi. Io ti consiglierei di abbassare la cresta, anche se ti trasmetto arroganza è il mio carattere….irrecuperabile.

    Giulio “Morritz” Moretto – Proud to be born and still alive

  5. ALESSIO DAMIANO ha detto:

    @bobcarr …”questo non significa che non si può rimediare o riparare il rapporto!!”….il mio scopo NON è quello di peggiorare, anche se il mio carattere avvolte trasmette impulsività e arroganza. Sono fatto così, è il mio carattere…irrecuperabile.

  6. bobcarr ha detto:

    damiano says “… è che avvolte, purtroppo, i rapporti …”

  7. ALESSIO DAMIANO ha detto:

    @bobcarr non è il caso mio……se lo faccio me ne accorgo!..

  8. bobcarr ha detto:

    Ho pensato molto a questi ultimi interventi su questo articolo e mi sono immaginato diverse strade di intervento per dare una interpretazione razionale degli sfoghi che vi si trovano; ma perché guastare l’intensa atmosfera che si è creata? rinuncio.
    @damiamo avvolte succede che ci si avvolge nelle proprie parole e si resta avvolti, a volte. 🙂

  9. ALESSIO DAMIANO ha detto:

    ..mi piacie troppo questo blog!!! E’ un ottimo “luogo” per scambiare idee tra persone di differente età e cultura!…lol…

  10. ALESSIO DAMIANO ha detto:

    Ma come fà a conoscere Pinco Pallino?!…pensavo fosse solo nei miei pensieri, dato che la storiella è di pura fantasia, e per fortuna che lo è! E comunque Pinco Pallino non ha mai detto che il docente di laboratorio fosse cattivo! Nessun docente è cattivo, è che avvolte, purtroppo, i rapporti tra docente-studente nascono male e basta, questo non significa che non si può rimediare o riparare il rapporto!!

    Per quanto riguarda il suo post scriptum anche io la penso cosi, e anche PINCO PALLINO.

  11. morena ha detto:

    Caro Alessio Damiano, sono molto felice che tu abbia raccontato al mondo intero questa tristissima storia di un docente di laboratorio cattivissimo e che, peggio ancora, non sa fare assolutamente il suo mestiere. Infatti, non solo non sa capire i suoi studenti (proprio loro che cercano in tutti i modi di essere dei bravi studenti), ma addirittura con sotterfugi (che però lo studente Pinco Pallino è riuscito a scoprire perchè lui si sa fare bene il suo lavoro di studente, in modo decisamente irreprensibile, e meno male che c’è lui!) cerca di mascherare la sua incapacità escogitando un modo per dare alla fine valutazioni positive a tutti e poter così dire: “sono proprio un bravo insegnante, tutti hanno preso bei voti”.
    Caro “Pinco Pallino”, era ora che ti accorgessi che ci sono gli insegnanti buoni e quelli cattivi. O forse dovrei dire: era ora che ti accorgessi che dentro una scuola ci sono gli insegnanti, che cercano di fare il loro mestiere insieme agli studenti.
    Non so se ci hai mai pensato, ma il mestiere dell’insegnante non è a senso unico unico: l’insegnante potrebbe essere il migliore al mondo, ma non potrà mai insegnare nulla a chi non vuole sentire. E purtroppo per tanto tempo il nostro Pinco Pallino si è tappato occhi e orecchie … noi lo sappiamo.
    Se tutta questa brutta storia ha fatto in modo che, anche solo per sfida nei confronti di quell’insegnante cattivissimo e incompetente, il nostro Pinco Pallino abbia sentito il desiderio di diventare finalmente uno studente e di avvicinarsi alla matematica, ma non solo, con sincero desiderio di capire, finalmente, allora devo dire che il finale di questa storia è decisamente positivo!

    Magari fosse successo prima.

    P.S. per quanto riguarda i metodi di copiatura e come gli “studenti” riescono a far fessi i loro insegnanti, devo dire che non me ne frega niente! Credo che nel mondo, non solo scolastico, non sia la capacità o meno di copiare che debba essere esibita!

  12. ALESSIO DAMIANO ha detto:

    “Quindi, forse, la domanda iniziale potrebbe diventare: si può fare matematica in laboratorio?”

    Dipende dal docente e dalla sua capacità di coinvolgere lo studente allo studio della materia (anche se di laboratorio), perchè come materia non è il massimo, ma siamo obbligati a studiarla come tutte le altre materie.

    Con questo non si può pretendere da uno studente che ha 3 in teoria che sappia fare gli esercizi di laboratorio (che hanno sicuramente una certa difficoltà), quindi qualora un docente notasse delle carenze o difficoltà in un alunno il suo dovere è quello di portarlo allo stesso livello degli altri, spiegando e rispiegando l’argomento, come obiettivo principale di ogni docente.

    Vorrei riportare un esempio di un certo “Pinco Pallino”, studente all’ Istituto Barilla del Paese dei Balocchi, che durante una verifica di laboratorio di matematica, cui non aveva una conoscenza accurata dell’argomento (come il resto della classe al di fuori di 3 o 4 studenti) decide che per il proprio bene sarebbe stato meglio consegnare in bianco il foglio piuttosto di prendere voti falsi copiando dalle verifiche dei compagni (NOTA PER DOCENTI: i metodi di copiatura quest’oggi si sono aggiornati rispetto alla vostra gioventù, dove non c’erano ne computer collegati tra loro attraverso il SERVER, ne telefoni CELLULARI con trasferimento WIRELESS e BLUETHOOT, ricordate che noi studenti vi freghiamo sempre su questo!ahahah), ma probabilmente questo gesto è stato interpretato come un atteggiamento di arroganza, dato il cattivo rapporto che insorge tra il docente e “Pinco Pallino” e la giornata si conclude cosi.
    La settimana successiva alla verifica il docente prende atto dei pessimi voti generali della classe, quindi con un colpo di genio decide di far svolgere il compito dividendo la classe in gruppi da tre (ma a che caxxo serve?!Se la verifica è andata male vuol dire che le cose non sono state spiegate con la giusta accortezza no?), quindi tutta la classe è stata divisa in gruppi da tre, raggiungendo cosi valutazioni eccellenti……………………………………macchè!!!
    Tralasciando che il povero “Pinco Pallino” non è stato aggregato a nessun gruppo l’unica certezza è che le valutazioni non cambieranno di molto, anzi, forse si….. ma la domanda è questa: se un gruppo è formato da un “genio matematico” e due “asini” secondo voi come sarà la valutazione finale?!be.….certamente piu che sufficiente.……si………ma chi è sufficiente tra i tre????!!!!!bo..…..chissà.…….!!diamo sei a tutti e tre!!

    QUINDI LA TRAMA E’ SEMPLICE… UNO STUDENTE DEVE COPIARE E BASTA PER ESSERE SUFFICIENTE , POICHE’ ORA SONO I DOCENTI A SFIDARTI A FARLO!!

    …ma non tutti….ripeto non tutti…gli altri docenti ti aiutano, o almeno ci provano ma lo fanno….

    [..]ritornando alla storiella di “Pinco Pallino”: ..si ritrovò nuovamente quel foglio davanti agli occhi, intorno a se gli altri studenti avevano la stessa faccia da punto di domanda che aveva lui, e da dietro si sentivano sospiri e frasi torbide che sussurravano offese e riguardanti la materia e il docente che la insegna…….brutte frasi.………BRUTTISSIME!!!!!!MALVAGIE!!!!CRUDELI!!!!!!..………probabilmente sono presenti anche nei suoi pensieri.…….ma questo non ha importanza poichè “Pinco Pallino” se ne frega del docente…..anzi..di quel docente….!!
    Quando la ripetuta consegna in bianco stava per avvenire arrivò il mitico consiglio del docente di laboratorio……”VAI E COPIA, TANTO TU NEANCHE CON TUTTO IL MATERIALE SOTTO MANO SARESTI IN GRADO DI PRENDERE LA SUFFICIENZA..”………al chè “Pinco Pallino” rispose che le cose voleva capirle, non copiarle! Ma il docente di laboratorio insisteva con il suo consiglio infallibile, tanto da convincerlo a fare cosi.
    “Pinco Pallino” allora si unì molto infastidito ad un gruppo, che a loro volta avrebbero dovuto passare al gruppo retrostante (..sempre se il consiglio era valido per tutti…) poichè anche loro non conoscevano un metodo per lo svolgimento dell’esercitazione..……ma fu li che accadde una cosa che stupì “Pinco Pallino”!!! Negli anni non ebbe mai ricevuto un gesto cosi tanto nobile da parte di un docente (quello di teoria), era talmente stupito dal gesto che all’inizio non sapeva se accettarlo……..ma lo accettò!!!!! Per una volta nella sua vita scolastica “Pinco Pallino” si sentì compreso e aiutato da un docente, infatti l’aiuto che gli è stato offerto è stato sfruttato da altri 4 studenti che affermano di aver finalmente capito l’argomentazione richiesta, anche se mancante ancora di un completo apprendimento.

    Questo esempio ovviamente è frutto dell’immaginazione di uno studente, perché docenti così non possono esistere, non sarebbero docenti, ma pagliacci.

  13. Igor R. ha detto:

    ovviamente il mio era un riferimento a tutte le distrazione che vengono inserite e usate sui computer

  14. Vianello ha detto:

    Beh..senza computer non si fa laboratorio igor…però sarebbe meglio controllare di più le “libertà” concesse agli alunni

  15. Igor R. ha detto:

    beh direi che il post è perfetto…ironico ma allo stesso momento centra in pieno l’argomento. io sinceramente mi riconosco in questa descrizione e ammetto che ci vuole davvero tanta volontà per mettersi a fare seriamente matematica con tutte quelle distrazioni (come ha detto il mio collega vianello)…quindi non può biasimarci del tutto…forse ha ragione era meglio quando di computer non c’è n’erano o per lo meno quando non erano così pieni di giochi e distrazioni varie…almeno ci si concentrava sullo studio e si imparava davvero qualcosa

  16. Vianello ha detto:

    proff. secondo me si può fare..però è difficile stare attenti..abbiamo davanti un monitor, abbiamo 17-18 anni e siamo nel 2008, metterci davanti ad un computer e farci ascoltare le sue lezioni è arduo..posso dire che solo ora che sono in prima fila riesco a seguire le sue lezioni e prendere appunti in modo adeguato, ma adesso che siamo a marzo me ne devo tornare indietro..spero che anche la seconda fila mi permetta di stare attento e di non distrarmi, perchè è davvero facile..

  17. morena ha detto:

    grazie, ho bisogno anche di altri suggerimenti

    in un pomeriggio, per quanto possa essere da cani, si possono però imparare tante cose, come è successo a me oggi

    quel libro di Pennac volevo proprio prenderlo, adesso hai solleticato la mia curiosità e non vedo l’ora di leggerlo

    alla prossima

  18. bobcarr ha detto:

    Simpatico post della collega Morena De Poli. Le sue domande e lo spirito che anima questo divertente racconto di un pomeriggio (di un giorno da cani) di uno studente tipo, sono perfettamente aderenti ai temi trattati in un recentissimo libro di Daniel Pennac “Diario di scuola” Feltrinelli che sto leggendo proprio in questi giorni e che mi sento di consigliare a tutti: studenti e non. Particolarmente indovinata la scena immaginata da Morena che si immedesima nello studente alle prese con un pomeriggio troppo lungo, che fortunatamente si riempie di una quantità incredibile di impegni virtuali.
    Scrivo questo commento anche per far sapere alla collega Morena che ho aggiunto qualche categoria e tag al suo post.

I commenti sono chiusi.