buona lettura di poesie…

Dunque dicevo…la poesia è musica, può condurre in viaggi interiori, in cui si esplorano zone ignote, alla ricerca di verità nascoste.
Si possono così rivelare mondi fantastici, sonori, colorati che possono far vibrare l’anima in (un mondo così stonato!).A volte la poesia non è impegnata civilmente ma umanamente, può lavorare nel più profondo del cuore, può toccare le corde della sensibilità. E’ difficile aprire quella valvola che mette, per un attimo, la logica in disparte, che innesca un canale emotivo, permettendo di risolvere “IL TEOREMA DEL SEMPLICE”, quel semplice che contiene valori così differenti dal denaro, dal potere, dal prestigio, valori nascosti nel baule dell’anima, che consentono di emanare luce e contagiare PACE. La poesia abitua alla compartecipazione, alla condivisione di esperienze, di emozioni. Il poeta invita il lettore a intraprendere un viaggio emotivo “INSIEME”, a indagare l’universo interiore, ciò che accomuna l’umanità. Trasporta in luoghi dove ogni individuo si accorge di essere UNA PREZIOSA TRAMA DELL’INSIEME. E’ una fuga ma è una ricerca, è un sogno ma è una verità, è una rivelazione sussurrata dei segreti del mondo, che l’eccessivo rumore soffoca, è un guardarsi allo specchio e non vedere il corpo ma l’invisibile mondo dei sentimenti.E’ così che…Si veste d’inchiostro l’emozione

viaggia su velieri di carta

per poi spogliarsi nell’anima

Piera Isgrò

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5 risposte a buona lettura di poesie…

  1. Paolo Rizzante ha detto:

    One Comment on “SI BARRICA LA PAROLA: COMUNICAZIONE DIFFICILE”
    Paolo Rizzante Says:

    15 Marzo, 2008 at 7:48 am
    A parlare di poesia si rischiano spesso equivoci ed errori di prospettiva che possono risultare assai dannosi ad una corretta riflessione critica. Tanto per cominciare: è la poesia (come struttura e come forma artistica) a produrre ciò che é poeticamente apprezzabile o viceversa? In altre parole: così come si distingue il “romanzo” dal “romanzesco”, si dovrebbe distinguere anche la “poesia” dal “poetico”, la forma dal contenuto? Non è una domanda peregrina. M. Kundera ( La théorie du roman, Gallimard, Paris, 1998) sostiene che non tutto ciò che è romanzesco (intreccio, trama,personaggi, storie) costituisce il romanzo, ma che la forma “romanzo”, pur comprendendo e abbracciando il “romanzesco” ( non c’è romanzo che non narri storie, non preveda personaggi, non costruisca trame etc.), non si esaurisce in esso. Tutto ciò vale anche per la poesia? Esiste una “forma” poesia distinta e separata dal contenuto “poetico”? E se sì, cos’è la prima e cos’è il secondo? E se no, perchè? Personalmente propendo per quest’ultima tesi. Mi spiego. Ritengo la poesia l’unica forma d’arte ( forse solo la musica ha uno statuto simile) per la quale non è possibile parlare distintamente di una “forma” separata dal suo “contenuto”, uno e uno solo essendo l’una e l’altro: la parola. Una parola sottratta ai suoi diversi usi (dialogici, scientifici, filosofici…) ed espressa per quello che è: suono, ritmo, eco… Una parola s-grammaticata, de-sintassizzata, in-utile, anarchica e libera perchè liberata daun suo qualsivoglia uso. A rigore è improprio parlare di “uso” poetico della parola, giacchè il concetto di parola poetica è di fatto una tautologia. Cos’è infatti lo stupore e la sorpresa che proviamo di fronte ad una performance poetica se non la vertigine che promana dalla parola as-soluta , dalla libertà assoluta, dall’esperimento assoluto? In questo senso si è potuto sostenere legittimamente che la poesia o è parola sempre sperimantale o non è. Attenzione: sperimentale nel senso che essa è, come ogni esperimento, unica, irripetibile, inusitata, inutilizzabile.
    Mi piace, concludendo, ricordare ciò che Paul Valéry diceva della parola poetica:essa è come la moneta d’oro rispetto alla moneta di carta: la prima vale per quel che è, la seconda solo per quello che rappresenta.

  2. vianello ha detto:

    secondo me il teorema del semplice è il saper dare il giusto peso alle cose quotidiane…svegliarsi la mattina ed avere la colazione pronta, una pacca sulla spalla di un amico…tutte cose semplici che , una volta capitone il vero valore, ti rendono la persona più felice del mondo…

  3. ALESSIO DAMIANO ha detto:

    @bobcarr TEOREMA DEL SEMPLICE —> chiarimento (personale): riuscire a capire qual’è la giusta strada da intraprendere nella vita, basandosi sui veri valori necessari che ognuno di noi possiede.

  4. bobcarr ha detto:

    Diamo la benvenuta su questo blog (o come dice il dottore (alias Damo), caffè) alla collega Piera Isgrò che subito ci trascina nel mondo affascinante ( ma nascosto) della poesia. Credo che sarà opportuno approfittare della sua competenza e sensibilità in questo campo negli – già mi immagino – avvincenti post a venire.
    Colgo l’occasione per chiedere un chiarimento su “IL TEOREMA DEL SEMPLICE” che non riesco a inquadrare in nessuna teoria di mia conoscenza e di cui non indovino la dimostrazione. 🙂

  5. ALESSIO DAMIANO ha detto:

    …è vero..!bellissima l’ultima frase……veramente……!

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