Rapporto genitori-figli : aiuti e rimedi

Il rapporto di un ragazzo con la famiglia è forse la cosa più importante, sia dal punto di vista morale/emotivo, che da quello psicologico. E’ risaputo che molti ragazzi risentono dell’assenza dei genitori in maniera drammatica.Cosa manca ai genitori d’oggi? Sono diversi i ragazzi del 2008 da quelli degli anni passati?In questo post scrivo un pò di esperienze personali…senza entrare troppo nei dettagli, per parlare con i professori (che potranno capire alcuni comportamenti), gli studenti(che potranno confrontarsi e, spero, trovare un aiuto) e genitori(che possono scrivere le loro difficoltà con i figli e dare consigli) .

Inizio subito con un consiglio per gli studenti della mia scuola (I.T.I.S. V.Volterra): lo scorso anno è stato fatto un progetto riguardo il rapporto genitori-figli nel quale è stata invitata una dottoressa esperta di relazioni umane.Il tutto è stato filmato e messo su dvd, vi invito ad ottenerne una copia(chiedete ai vostri coordinatori o rappresentanti) e vederla assieme ai vostri genitori…vi illuminerà.Per parlare dei problemi inizierei con uno dei massimi motivi di distacco all’ interno delle famiglie (anche la mia purtroppo)…il lavoro.Il lavoro è importantissimo per mantenere una famiglia, ma troppo può farla sprofondare, quanto dareste (mi riferisco ai ragazzi che vedono, come me, il proprio padre solo per qualche sera a settimana) per un “domani vieni con me? Facciamo la spesa e poi andiamo a vedere i computer nuovi!” .Vi dico solo che se sentite il desiderio di sentire queste parole, ma non vedete che il vostro padre/madre non vi viene incontro, siate voi a fare il primo passo, altrimenti rischiate di non sentire più il bisogno di parlarci (posso garantire).Questo è solo il primo di una serie di problemi in famiglia, problemi che possono influire anche sul rendimento scolastico…siamo seri..se i tuoi non sono a casa e non ti controllano…tu fai i compiti?Io l’anno scorso nemmeno sapevo che materie avevo(iperbole usata a proposito)!!Ho rischiato di restare in terza…e così quest’anno ho deciso di darmi una mossa..ma cavoli se stò sudando per rimediare…questo perchè non avevo nessuno che mi dava delle regole da seguire.Bene, spero che come primo post posa andare bene, se avete consigli o altro (soprattutto studenti) scrivete pure o mandatemi un e-mail per cose più private, non abbiate paura di confrontarvi con gli altri. Alla prossima per ulteriori problemi tra figli ed i loro immaturi genitori

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14 risposte a Rapporto genitori-figli : aiuti e rimedi

  1. murmuration of starlings…. The games are smooth, cute and suitable for children;
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  2. TPB Unblocker ha detto:

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  3. vianello ha detto:

    di che libro si tratta?

  4. Nardin ha detto:

    “…Se accetto l’idea di essere l’effetto di un impercettibile palleggio tra forze sociali, io mi riduco a mero risultato. Quanto più la mia vita viene spiegata sulla base di qualcosa che è già nei miei cromosomi, di qualcosa che i miei genitori hanno fatto o hanno omesso di fare e alla luce dei miei primi anni di vita ormai lontani, tanto più la mia biografia sarà la storia di una vittima. La vita che io vivo sarà una sceneggiatura scritta dal mio codice genetico, dall’eredità ancestrale, da accadimenti traumatici, da comportamenti inconsapevoli dei miei genitori, da incidenti sociali.”

    devo leggerlo assolutamente questo libro..

  5. vianello ha detto:

    Mi fa piacere sapere che non hai problemi a dire le cose alle persone (magari con un italiano migliore, ma non sono un prof.) però SECONDO ME dovresti provare a parlare con i tuoi di qualcosa..prova a trovare un tuo interesse da collegare all’economia tanto amata da tuo padre…o all politica di tua madre…poi fai tu è solo un consiglio

  6. Pag8tten ha detto:

    beh io ho mio papà che lavora tutta la giornata e lo vedo solo alla sera..
    mia mamma me la devo assorbire per tutto il pomeriggio…
    sinceramente a loro racconto solo quello che faccio a scuola… se non fosse per la scuola, io con i miei genitori non parlerei, anche perchè mio papà parla solo, sempre e soltando di economia… mia mamma è sempre all’ultimo grido sulle avventure politiche italiane… e che palle… ah, dimenticavo.. ho anche un fratello (+ piccolo), e con lui si parla solo tramite le botte (di qualsiasi tipo, e vinco sempre io!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!)…
    Io non mi sono mai posto questo tipo di problema, anche perchè io mi faccio la mia vita, studio, vado a correre x svagarmi un attimo, esco con amici, mi vedo con una ecc. ecc. E poi se devo dire una cosa, la dico senza problemi… che sia a mio papà, il mio compagno di banco, al netturbino, a nardin, alla Gobbo, a Gesù Cristo e compagnia cantante…
    Per me tutto il discorso cambia: ovvero avere le palle di dire le cose..
    anche sull’esempio di sopra della tipa/o (non ho capito bene chi fosse), cioè se questo/a avrebbe detto ai suoi genitori che non aveva più la voglia di studiare, voglio vedere io se i suoi se ne sarebbero ampiamente sbattuti… Cioè alla fine il tutto si restringe a questa uinica cosa, che purtroppo è un fatto caratteriale… Un pò difficile da cambiare, però “nothing is impossible”… :-)))))))))))))))))))))))))))))))))

  7. bobcarr ha detto:

    @nardin bel commento specialmente quando dici:

    “Pensando ad un ragazzo qualunque: non è vero che se i genitori non gli insegnano NIENTE, diventerà di sicuro un teppista? non è vero che se i genitori sono iperprotettivi e non gli permettono di fare niente, diventerà paranoico e diffidente(oppure uno con manie di protagonismo, per recuperare degli anni recluso in casa)? non è vero che se i genitori non gli dicono mai ‘bravo’, non avrà la minima autostima? non è vero che se i genitori gli manifestano spesso affetto, diventerà una persona affettuosa? e viceversa, se i genitori sono freddi, lui non si abituerà a non dire quello che pensa?”

    dimostra una conoscenza non superficiale delle dinamiche familiari e delle loro conseguenze nefaste; non avrai mica studiato?
    resta da considerare quanto dice James Hillman in “Il codice dell’anima” Adelphi;
    per esempio:
    “…Se accetto l’idea di essere l’effetto di un impercettibile palleggio tra forze sociali, io mi riduco a mero risultato. Quanto più la mia vita viene spiegata sulla base di qualcosa che è già nei miei cromosomi, di qualcosa che i miei genitori hanno fatto o hanno omesso di fare e alla luce dei miei primi anni di vita ormai lontani, tanto più la mia biografia sarà la storia di una vittima. La vita che io vivo sarà una sceneggiatura scritta dal mio codice genetico, dall’eredità ancestrale, da accadimenti traumatici, da comportamenti inconsapevoli dei miei genitori, da incidenti sociali.”

  8. Nardin ha detto:

    La questione è..nella nostra mentalità immatura (e/o adolescenziale), non è che la nostra incostanza negli impegni, la nostra fuga dai doveri, il nostro rimando all’ultimo momento delle cose da fare sperando che all’ultimo momento non le si debbano più fare, siano un riflesso involontario del comportamento dei genitori? Il fatto che i genitori fuggano dal loro impegno nei nostri confronti, crea in noi un disagio mentale tale da farci fuggire a nostra volta?
    Con questo non voglio dire che la colpa è tutta dei genitori, ognuno è artefice di sè stesso, però in un’età in cui bisogna ‘formarsi’ se nessuno riempie i buchi, questi si riempiono da soli di quello che prendono da tutt’intorno..

    Ne approfitto per domandare a tutti quello che domandavo al prof. Carrer l’altro giorno: quanto del nostro carattere è dovuto al comportamento dei nostri genitori?
    Secondo me tantissimo, almeno in età scolastica quando si continua ad apprendere e si vive ancora con i genitori, quindi si è ancora ‘malleabili’.
    Secondo il prof invece dipendiamo in minima parte dai nostri genitori, ma forse lui lo dice perchè ormai è un uomo, perchè sono anni che non vive con i suoi e ormai ha preso la sua propria e unica strada personale!
    Pensando ad un ragazzo qualunque: non è vero che se i genitori non gli insegnano NIENTE, diventerà di sicuro un teppista? non è vero che se i genitori sono iperprotettivi e non gli permettono di fare niente, diventerà paranoico e diffidente(oppure uno con manie di protagonismo, per recuperare degli anni recluso in casa)? non è vero che se i genitori non gli dicono mai ‘bravo’, non avrà la minima autostima? non è vero che se i genitori gli manifestano spesso affetto, diventerà una persona affettuosa? e viceversa, se i genitori sono freddi, lui non si abituerà a non dire quello che pensa?

    Forse da tutte le mie parole sembra che io dica ‘di tutto quello che sono, date le colpe ad altri’, ma non è così, mi prendo le mie responsabilità, non voglio accusare nessuno..semplicemente rendermi conto se le cose stanno effettivamente così o se tutto quello che dico sono cazzate. =)

  9. vianello ha detto:

    HA perfettamente ragione prof.. studente-consumatore..purtroppo è questo che siamo diventati (non tutti per fortuna), vestiti da 100 euro che hanno tutti, e che tra un mese butti nell’immondizia….che tristezza…io mi vesto con il giubbino di mia zia!!!(vecchio chiodo anni 80 super bello) e ho il cellulare di mio padre (vado sempre a rimorchio da lui..non spendo soldi per i telefoni). Siamo troppo sudditi della tv e della pubbicità

  10. bobcarr ha detto:

    Umberto dice: “…Sono diversi i ragazzi del 2008 da quelli degli anni passati?…”
    Daniel Pennac in “Diario di scuola” dice: “Sì e no. Sono bambini e adolescenti della stessa età che avevo io alla fine degli anni cinquanta, ecco almeno un punto fermo. Si alzano sempre presto, il loro orario scolastico e le loro cartelle sono sempre pesanti e i loro insegnanti, buoni o cattivi che siano, rimangono piatti prelibati nel menu delle loro conversazioni, altri tre punti in comune.” e poi …
    “No, la differenza fondamentale tra gli studenti di oggi e quelli di ieri è un’altra: non portano i maglioni smessi ereditati dai fratelli maggiori. Eccola, la vera differenza! …
    Oggi no; è Nonna Marketing a vestire grandi e piccoli. E’ lei che veste, nutre, disseta, calza, incappella, rifornisce tutti quanti, è lei che barda lo studente di elettronica, gli fa inforcare roller, bici, scooter, moto, monopattino, è lei che lo distrae, lo informa, lo connette, lo mette sotto flebo musicale costante e lo sguinzaglia ai quattro angoli dell’universo consumabile, è lei che lo addormenta, è lei che lo sveglia e quando lui si siede in classe è lei che vibra nella sua tasca per tranquillizzarlo: sono qui, non avere paura, sono qui, nel tuo telefonino, non sei ostaggio del ghetto scolastico.”

    Ecco un buon punto di partenza (lo dico anche memore delle infinite discussioni fra colleghi) per capire gli studenti di oggi: riconosciamo nei nostri ragazzi lo studente-consumatore e ripartiamo da un piano minimalista di cose in comune: età, orario scolastico, libri negli zaini e immagini che hanno di noi.

  11. Igor R. ha detto:

    siamo realisti : è facile dire che non c’è comunicazione , che i genitori sono troppo impegnati per noi che non c’è un rapporto adeguato…ma onestamente…noi lo cerchiamo così tanto questo rapporto??…chi di voi ha mai detto di no ad un amico per chiedere al proprio padre o made di uscire?? qualcuno forse alzerà la amno e dirà “io”…ma chi…1 su 10??..daltronde è una cosa normale vista l’età e le cose che ci succedono continuamente (sia adutli che adolescenti)..sono però d’accordo sul fatto che bisognerebbe avere un dialogo con i nostri genitori e sopratutto un vero rapporto e che vengano insegnati almeno i fondamntali principi…ma la vera domanda è : noi lasciamo che ce li insegnino?? e se ci provano collaboriamo?? sono loro che non comunicano con noi…o noi con loro???

  12. Pingback: Libru » Rapporto genitori-figli : aiuti e rimedi

  13. Morritz ha detto:

    Ecco un bel post.
    Questo è un argomento duro da affrontare ma va affrontato.
    Essendo amico del signor Vianello ho avuto modo di notare che questo è purtroppo vero.
    Come Barzy anch’io vado molto d’accordo con i miei ma molti non hanno un bel rapporto con i propri genitori, o peggio, non hanno un rapporto.
    Quest’età è fondamentale per determinare che tipo di uomo si sarà in futuro e il rapporto con i genitori è fondamentale. Riconosciamo i nostri genitori come modelli di uomo e di donna, di adulti, ed è nocivo un brutto esempio.
    Per esempio le figlie che hanno subito violenze dal padre possono non avere più fiducia nel genere maschile, bambini abbandonati dalla madre possono avere paura nel genere femminile.
    Questi sono casi molto più gravi di questo, ma il mio obiettivo è lanciare un allarme.
    Anche se queste cose possono sembrare sciocchezze (e non lo sono affatto) il problema è grave e sicuramente influisce sulla formazione di un uomo, di una donna.
    Voglio far suonare una sveglia nella testa di quei genitori e fargli capire che anche una sciocchezza come andare a pesca o leggere una fiaba a aiuta ad un buon rapporto genitore-figlio.
    Perché noi siamo quello che siamo stati. Le nostre esperienze, i nostri ricordi, sono le fondamenta di un nuovo futuro. Il nostro futuro.

    Giulio “Morritz” Moretto – Proud to be born and still alive

  14. Barzy ha detto:

    Allora io penso che i genitori di oggi dovrebbero essere solamente più presenti quando serve e insegnare ai loro figli i veri principi e valori della vita. A me li hanno insegnati e sto divinamente con la maggior parte delle persone che conosco e soprattutto con i miei genitori che per me sono i miei miti e i più grandi esempi che posso portare con me. E altra cosa molto ma molto importante è parlare con i propri figli del più e del meno perchè secondo me uno dei più grandi problemi è la mancanza di comunicazione. Chi vuole mi risponda saluti Barzy

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