Preveggenza

Un amico mi gira questo scritto del filosofo, scrittore e magistrato francese Alexis De Tocqueville

da “De la démocratie en Amérique” di Alexis De Tocqueville, 1840.

“….Può tuttavia accadere che un gusto eccessivo per i beni materiali porti gli uomini a mettersi nelle mani del primo padrone che si presenti loro. In effetti, nella vita di ogni popolo democratico, vi è un passaggio assai pericoloso. Quando il gusto per il benessere materiale si sviluppa più rapidamente della civiltà e dell’abitudine alla libertà, arriva un momento in cui gli uomini si lasciano trascinare e quasi perdono la testa alla vista dei beni che stanno per conquistare. Preoccupati solo di fare fortuna, non riescono a cogliere lo stretto legame che unisce il benessere di ciascuno alla prosperità di tutti. In casi del genere, non sarà neanche necessario strappare loro i diritti di cui godono: saranno loro stessi a privarsene volentieri… Se un individuo abile e ambizioso riesce a impadronirsi del potere in un simile momento critico, troverà la strada aperta a qualsivoglia sopruso. Basterà che si preoccupi per un po’ di curare gli interessi materiali e nessuno lo chiamerà a rispondere del resto. Che garantisca l’ordine anzitutto! Una nazione che chieda al suo governo il solo mantenimento dell’ordine è già schiava in fondo al cuore, schiava del suo benessere e da un momento all’altro può presentarsi l’uomo destinato ad asservirla. Quando la gran massa dei cittadini vuole occuparsi solo dei propri affari privati i più piccoli partiti possono impadronirsi del potere. Non è raro allora vedere sulla vasta scena del mondo delle moltitudini rappresentate da pochi uomini che parlano in nome di una folla assente o disattenta, che agiscono in mezzo all’universale immobilità disponendo a capriccio di ogni cosa: cambiando leggi e tiranneggiando a loro piacimento sui costumi; tanto che non si può fare a meno di rimanere stupefatti nel vedere in che mani indegne e deboli possa cadere un grande popolo”.

Il mio amico sostiene che questo filosofo era un veggente, aveva fotografato la situazione italiana di oggi; a me non pare che siamo ridotti proprio così.

Intanto, oggi, il gusto eccessivo per i beni materiali non lo riscontro; definirei gli italiani un popolo parco, anzi , frugale; salvo magari qualche telefonino, ma cosa volete, bisogna pur comunicare.

In realtà i cittadini italiani sono nella maggior parte preoccupati di sviluppare la civiltà, la cultura, la conoscenza, la tolleranza; lo dimostra il grande seguito che hanno i programmi televisivi culturali (grande fratello, l’isola dei famosi, chi l’ha visto, ecc), il grande numero di lettori di libri, di gran lunga maggiore che nei paesi “barbari” come Germania, Francia ecc; lo dimostrano i colossali investimenti in ricerca scientifica, la grande attenzione per gli immigrati clandestini accolti non per lavorare in condizioni possibilmente bestiali ma consapevoli della situazione intollerabile da cui sono fuggiti.

E poi il senso dello stato e della nazione, in particolare della sua unità è straordinario, non come in certi paesi dove il particolarismo locale teso a garantire l’affarismo più sfrenato passa sopra alla storia e alla civiltà intera di un popolo.

Quello che poi trovo essere veramente distante dalla nostra situazione attuale è che l’esigenza di ordine – quantunque forte e sentita – sia richiesta a gran voce per potersi fare i propri interessi in pace, per poter curare i propri affari senza disturbi, per potersi concentrare sui propri redditi dichiarati e non.

In poche parole: quel filosofo certo si riferiva ad una situazione storica molto lontana da quella odierna italiana e poi magari lo faceva per interessi personali, aveva qualche teorema da enunciare: non era forse un magistrato?

Voi cosa ne pensate?

Questa voce è stata pubblicata in Società, Varie e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.

5 risposte a Preveggenza

  1. francesco giavarino ha detto:

    io credo che de tocqueville abbia preconizzato un’ involuzione della parentesi democratica con grande lucidità.Quanto lui afferma rappresenta il nostro modo di essere oggi dove la democrazia è pura formalita.BOBBIO diceva che scopo della democrazia è creare una societa di eguali laddove eguaglianza significa ,anche, medesimo interesse per l’attivita politica.la democrazia ha fallito nel non rendere tutti consapevoli del ruolo di ognuno di noi nel suo processo evolutivo.weber afferma che il popolo preferisce demandare al carisma di qualcuno il proprio destino.io ritengo sia cosi perchè come gia suddetto fin quando non vi sarà una crescita culturale,sociale ma soprattutto civile la democrazia rimarra pura utopia.e in italia dove la parentesi autoritaria si sta avvicinando con una forma piu lieve negli effetti immediati,ovvio, ma pur sempre autoritaria rimangono e rimarranno sempre il mancato processo di unificazione culturale, sociale ed economica nazionale.una nazione che è indebolita dai particolarismi non costruirà mai una democrazia a sè stante se non in chiave federale.invito ,comunque,tutti ad analizzare le democrazie del nord europa e la loro civiltà che risiede in società composte da tribu con poche differenze sociali all’interno.questo ha permesso di strutturare un sistema innanzitutto socialmente democratico ma ,anche, con poche strutture classistiche all’interno.l’italia ,schiava dei poteri forti e dei localismi, rimarra sempre una democrazia incompiuta.

  2. Paolo Rizzante ha detto:

    La democrazia è il frutto maturo di un lavorio politico, culturale e sociale difficilissimo, irto di pericoli e di cadute all’indietro, quando non addirittura di involuzioni e di irreversibili processi di imbarbarimento. Viviamo già quest’ultima fase? Ci troviamo, ahimè, a dover già ammettere il fallimento dell’unica forma di governo capace, a detta di molti, di poter coniugare libertà, uguaglianza di opportunità e giustizia sociale, pur tra non pochi rischi e contraddizioni? E’ possibile il sogno di una democrazia “dei molti”? O tale forma di governo si applica con maggiore efficacia a popolazioni poco numerose, legate da vincoli identitari forti, da una comunità di ideali e di prospettive condivisi, così come accadde – pur con i necessari distinguo – nella Grecia del IV secolo a.C.?
    Certo : democrazia e consumismo, democrazia e materialismo etico, democrazia ed egoismo non possono convivere a lungo. Ha ragione de Toqueville: consumismo, materialismo, egoismo spingono gli individui a rinserrarsi nel privato, a perdere di vista il bene comune, a smarrire quell’etica della responsabilità di cui parlava Max Weber, a “cedere” via via la titolarità della sovranità a chi meglio garantisce l’affermazione del puro e privatissimo benessere. Lo stesso Aristotele del resto riteneva inevitabile il ciclo delle forme di governo: monarchia, aristocrazia, democrazia, monarchia… Siamo a questo? Io temo di sì.

  3. Gabry Vee ha detto:

    Avviso: questo è il mio primo commento quindi..se qualcosa non va perdonatemi hehe..

    Molte persone al giorno d’oggi pensano quasi ed esclusivamente ai beni materiali perchè hanno perso di vista quei valori che, come l’amore e la passione, possono offrirci emozioni grandi o anche piccole che siano… Quando una persona possiede un potere inspiegabilmente diventa egoista e vuole sempre un potere maggiore..
    Fa parte dell’uomo…Se si può avere tanto, xkè accontentarsi di poco?
    Ma come si dice.. chi troppo vuole, nulla stringe!
    Comunque al mondo non ci sono solo persone che pensano ai beni materiali..bisogna però tener conto che il concetto di “voler sempre di più” si può dire che sia quasi una debolezza dell’uomo…

    Per quanto riguarda il discorso degl’extracomunitari, si tende ad aver paura di loro perchè molti vengono in italia e non riescono a trovare un lavoro..e per forza di cose si ritrova costretto a rubare anche solo per poter mangiare qualcosa.. Quando una persona ha fame è possibile che commetta degli sbagli.. Il punto è che se ci sono troppi extracomunitari diventa sempre più difficile accettarli in Italia dando loro anche una possibilità di lavoro e un permesso di soggiorno regolare..
    Non dico sia sbagliato accoglierli, ma non trovo giusto che vengano accolti anche coloro che non hanno nulla..perchè sicuramente loro in qualche modo infrangeranno la legge.. ma non per volontà..ma perchè quasi costretti a farlo!

  4. pieraisgro ha detto:

    E cosa dire dello “sviluppo di civiltà e abitudine alla libertà” del popolo italiano, la sua ricchezza interiore e la sua capacità di elaborare in modo personale e critico le idee? La notevole propensione a voler conoscere tutte le cose nei vari aspetti e la capacità di riflettere e prendere coscienza delle situazioni?
    La preveggenza di Alexis De Tocqueville e la tua ironia fotografano la realtà, anche se dietro ” la massicciata collettiva”, come diceva Montale, si può trovare ancora chi resta vigile, a occhi aperti…

  5. elllia ha detto:

    E’ indubbio che la società odierna necessiti di ordine. Ma i motivi di questo “bisogno” non sono tanto il potersi

    fare i fatti propri nella nostra proprietà, quanto il poter vivere liberi da timori eccessivi. Nella mia zona, opitergino-mottense, quando cammini per la piazza vedi passare un marocchino o un albanese non ti senti mica tanto tranquillo. Mi sento di scaricare la colpa sui media, perchè non si può far di tutta l’erba un fascio. Ci sono extracomunitari che delinquono, ma pure quelli che hanno casa, famiglia e lavorano, pagano le tasse, partecipano alla vita sociale. Ora: da noi la gente è sollevata quando vede la volante dei carabinieri passare, e si sente sicura. Niente preoccupazioni. (riporto scene viste).
    Riguardo al passo di De Tocqueville sembra quasi la storia delle grandi dittature, O il passo precedente alla costituzione del partito del Grande Fratello orwelliano, ne “1984”. “Il progresso ha ridotto il mondo un cesso” cantano in una canzone i Punkreas (non criticatemi ho smesso di ascoltarli). Non sottoscrivo questa opinione perchè è vero che c’è l’inquinamento, l’effetto sera, la deforestazione ecc. ecc., però senza il progresso non avremmo mai conquistato la Luna, ottenuto il livello sanitario attuale, potuto viaggiare… Non penso che la gente, per il puro desiderio di mantenere immutato il loro stile di vita, rinunci a ideali e valori per seguire un simildittatore “de noaltri”. Perchè altrimenti saremmo dei veri allocchi.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...