L’ultima fatica…e poi?

Eccoci qui ragazzi..ultimo anno..preparazione agli esami e studio costante. 

Però bisogna anche pensare al dopo-scuola..cosa fare? Proseguire gli studi, andare a lavorare…cosa conviene di più in questo mondo forgiato sulla precarietà?

E inoltre mi viene da porre questa domanda…è realmente necessaria la bocciatura? Io ad esempio penso che finito l’anno cercherò un lavoro, con il quale spero di potermi permettere l’accesso ad un conservatorio per studiare la musica, la mia più grande passione.Perchè dovrei essere fermato nell’ultimo anno? Per trovare il lavoro risponderete,certo, ma se a me bastasse un lavoro semplice, anche commesso o magazziniere?Fare un sacrificio per poter realizzare il mio sogno…Ovvio poi dire che se qualcuno vuole trovare un lavoro nel campo informatico, è meglio che venga promosso con buoni voti…ma se invece la promozione dipendesse dall’  alunno? Cioè la commissione ti dice :”noi ti promuoviamo con 50″ ,cioè l’ insufficienza, sarà una decisione del ragazzo decidere se riprovare l’anno, tentando di migliorare quel voto, o cercare un lavoro, sapendo però che con un 50 si avranno poche possibilità…che ne dite voi? Io francamente sarei sincero con me stesso,anche perchè ne andrebbe del mio futuro.

Questa è una mia idea (basata sulle grandi teorie del prof. Portesan), qualche commento? Avete proposte? Quale sarà il vostro futuro? In attesa di compiere questa ultima fatica?

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7 risposte a L’ultima fatica…e poi?

  1. TheWorm ha detto:

    Che dire di questo post? L’obiettività è sicuramente uno dei migliori pregi che si possano scovare nella personalità di un individuo. Sapersi estraneare dal mondo cercando di vedere se stessi in terza persona è molto utile al fine di migliorare il proprio operato.
    E quando si deve valutare gli altri invece? Avete mai provato a dare una SERIA valutazione a un vostro compagnio finita un’interrogazione? Voglio dire, come la darebbe il prof. che l’ha interrogato? Ebbene sono quasi sicuro che, a seconda del prof. il grado di difficoltà nel valutare il vostro amico cambierebbe: ci sono professori obiettivi nelle valutazioni, ed è proprio con questi che di solito si riesc3 a valutare il proprio compagnio nel modo più azzeccato. Altri invece sono più soggettivi e si fanno influenzare magari da fattori esterni o da impercettibili finezze che solo loro vedono in quel momento.
    Con questo non voglio condannare nessuno, il prof è un essere umano soggetto a debolezze alle quali non può sottrarsi e per questo motivo può sbagliare nella valutazione che da.
    Morale della favola? Secondo me gli esami di maturità non si dovrebbero nemmeno fare.. Non si dovrebbero fare perchè alla fine tutti gli esseri umani, nella loro oggettività sono soggettivi. La maturità dello studente andrebbe verificata analizzando il suo andamento scolastico dalla terza alla quinta senza le prove finali che potrebbero indurre a una storpiatura del suo reale percorso apprenditivo. Se ho avuto la media del 10 per tre anni e per sfortuna o per soggettività degli insegnanti esco con un 80 la cosa mi farebbe un po’ arrabbiare. Come mi farebbe arriabbiare il fatto che, uno che ha avuto la media del 6 per 3 anni è riuscito a uscire con l’80 solo perchè ha studiato come un folle 2 mesi prima dell’esame.
    Che ne pensate? Notte gente.. See you soon

  2. bobcarr ha detto:

    Interessante questo post; sottolinea almeno tre fatti: ci sono ragazzi che manifestano inadeguatezza nei confronti della scuola (o viceversa) , ci sono ragazzi che hanno estrema concretezza nel prefigurarsi il futuro e ci sono ragazzi che hanno dei sogni nel cassetto.

    Affermo che tutti questi fatti sono positivi.

    L’inadeguatezza (della scuola o dei ragazzi) è (deve essere) fonte di continuo ripensamento del nostro (insegnanti e studenti) operare.
    La preoccupazione per il lavoro indica tensione verso il futuro e ne afferma la realtà; voglio dire: ci crede nel futuro, ha progetti e idee.
    I sogni sono l’unica vera possibilità che abbiamo per dare un senso all’esistenza: bisogna perseguirli ad ogni costo.

  3. pieraisgro ha detto:

    “Sarà una decisione del ragazzo decidere se riprovare l’anno”.
    Se fossimo sinceri con noi stessi, tutto sarebbe più sincero.

  4. vianello ha detto:

    Beh rupert…io penso che già pensare ad un buon lavoro sia un bel progetto…di questi tempi penso sia una delle ambizioni massime…almeno sperare di avere una stabilità economica…Buona fortuna da parte mia..

  5. rupert ha detto:

    Questa scuola voglio che mi lasci qualcosa di utile per poter proseguire in modo adeguato gli studi e quindi poi trovare un buon lavoro ( il “buon” definisce un range molto vasto, visto che di questi tempi bisogna anche accontentarsi). Quindi nel mio futuro vorrei “solo” un buon lavoro, sembra poco, ma non vorrei perdermi in obiettivi troppo grandi, fare grandi progetti e lasciare che le cose mi sfuggano dalle mani.
    Poi ci vuole anche fortuna, non è facile portare le cose dove non vogliono andare…

    Per il resto sono gli studenti ( e soprattutto le famiglie ) che devono migliorare. Con questo non voglio dire che la scuola è perfetta così, ma dopo si finirebbe in un discorso dove occorre avere un ottima conoscenza del sistema scolastico e delle sue lacune per poter proporre dei validi cambiamenti, altrimenti si finisce col fare quello che ha fatto la Gelmini.
    Una cosa potrebbe essere offrire agli studenti maggiori possibilità di confronto con le scuole straniere per vedere con i propri occhi dove sono le differenze e prepararsi anche nei confronti di un contesto internazionale.
    Ovviamente senza fondi è difficile fare qualsiasi cosa.

  6. vianello ha detto:

    Hai ragione, non ho argomentato bene, questo dovrebbe valere per tutti gli anni…poi gli alunni svogliati dovrebbero starsene a casa.
    In quanto all’ ultima fatica..mi riferisco a quella scolastica…cmq mi sembri uno con le idee chiare…una tua qualche miglioria da proporre al sistema scolastico? Quale sarà il tuo futuro? Cosa vuoi che ti lasci questa scuola?

  7. rupert ha detto:

    Scusa ma che senso avrebbe? Questa regola dovrebbe poi valere anche per i 4 anni precedenti (perchè “costringere” gli alunni ad avere un rendimento sufficiente per 4 anni anni e l’ultimo no?); quindi chi non avesse intenzione di avere un buon voto per proseguire gli studi verrebbe a scuola così tanto per fare per tutti e 5 gli anni. Questo significherebbe alunni svogliati che disturbano quelli vogliosi.
    Tutto questo è già “risolto” con il sistema dei voti e dei debiti.

    “Quale sarà il vostro futuro? In attesa di compiere questa ultima fatica?”

    Non è l’ultima fatica, ma solo la prima. Guardando verso il futuro e quello che ci aspetta non è poi neanche chissà che fatica.

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