Due sole cose

Due sole cose sono decisive nel valutare la maturità di un candidato:

autoironia e coerenza/coesione

autoironia = saper ridere (o più in sordina, sorridere) di se stessi, prendersi in giro, non sopravvalutarsi, essere cosciente – prima di tutto – dei propri limiti e dopo di quelli altrui, sapere – in ultima analisi – che quello che sappiamo è poco, anzi quasi nulla (nella più classica tradizione socratica); in altre parole: chi sorride di sè comprende i propri limiti e quindi quelli del mondo: è intelligente.

coerenza/coesione = nel significato linguistico dei due termini: le relazioni fra enunciati e significati e i legami fra le parti del testo; i due termini si compenetrano e completano a vicenda.

Il candidato padrone della lingua si esprime (nello scritto come nel parlato) in modo coerente, in particolare è cosciente delle relazioni fra quello che dice e il suo significato: sa quello che dice, le parole sono soppesate, il loro significato gli è chiaro, sceglie le parole che meglio esprimono il pensiero che intende comunicare.

Il candidato maturo sviluppa il suo dire (scrivere) in modo che i concetti siano strettamente legati fra loro e, nel loro insieme, esprimano un discorso continuo, senza salti, senza interruzioni (smooth, liscio nella terminologia matematica), in modo che sia naturale e facile per il lettore (ascoltatore) seguire il flusso dell’argomentazione.

Osservazione ovvia:  se la materia in discussione è matematica, diventa evidente  per tutti che coerenza e coesione diventano caratteri imprescindibili del discorso: avete mai visto formule o procedimenti matematici incoerenti? oppure dimostrazioni di teoremi in cui non si comprenda il legame fra una parte e l’altra?

Conclusioni: preparatevi normalmente in matematica è sarete certamente maturi.

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16 risposte a Due sole cose

  1. Pingback: La stima dei pari « In teoria

  2. Dottore ha detto:

    Secondo me per valutare la maturità di un candidato all’esame serve valutare sicuramente la preparazione che uno possiede, ma anche soprattutto bisogna valutare come uno sa reagire a un “cambiamento di rotta”, oppure a saper gestire una situazione dove non è propriamente a suo agio. Insomma a valutare quanto una persona riesce ad essere efficente in quasi tutte le occasioni che si presentano. In sostanza, quanto uno è “sveglio”!!! Sbaglio?

  3. vianello ha detto:

    Ricordare tutte le formule di matematica,elettronica e calcolo a me fa accapponare la pelle. Suvvia prof. come posso riuscirci? Voglio dire, con tutta la buona volontà che ci posso mettere, io Torricelli e le distribuzioni continue non riesco a farmele entrare in testa, se non imparandole a memoria, ma è un ben di Dio troppo grande!!Adesso riprendo ad andare a ripetizioni di matematica…ma elettronica? Ho arrancato tutti e 3 gli anni per prendere almeno 6, all’esame come posso sperare in una bella figura? Insomma, ritengo di cavarmela con le materie come italiano e storia (non dico umanistiche per via del commento della prof. isgrò), mentre nelle altre ho seri problemi…come può passare l’esame uno nelle mie condizioni(se lo chiedonov altri miei compagni)?

    • vianello ha detto:

      faccio affidamento sull autoironia ad oltranza!?!?!

    • bobcarr ha detto:

      Sii te stesso

      p.s.
      a breve un post su questo argomento

    • JonnySorrentino ha detto:

      Caro prof,
      nascondo la mia identità dietro pseudonimo, ma probabilmente capirà chi sono nel proseguire…

      Ho letto con attenzione il post che ha scritto in merito alle 2 principali caratteristiche che secondo lei un maturando deve avere per afrontare l’esame e non le nascondo che la sua tesi mi ha rasserenato e caricato di fiducia, sempre nell’eventualità di essere ammesso :)…(spero che non prenda tutto ciò come un eccesso di presunzione)..
      Al termine della lettura, però, mi è sorto un dubbio. Cosa intende, nelle conclusioni, per “preparazione normale”? Per quano riguarda il colloquio, non avendo mai avuto il “piacere/onore” di testare le nostre conoscenze matematiche in orale(eccetto casi particolari in cui il candidato era chiaramente impreparato), non sappiamo con certezza in che modo possono essere fatte le domande, o meglio, non conosciamo il grado di difficoltà e la precisione “normalmente richiesta”. Potrebbe farci qualche esempio di domanda e di corretta risposta?

      In replica a Vianello, sono convito che i commissari si rendano conto che portare il programma di un anno di 8 materie in “maniera normale” sia difficile anche per gli studenti più diligenti. Quindi, spero in una certa tolleranza e credo che non c chiederanno i minimi dettagli, più tosto cercaranno di capire se siamo in grado di fare un discorso selezionando solo le parti fondamentali, magari facendo dei collegamenti logici sensati fra i vari argomenti della materia…

      in caso contrario mi avvierò verso i geometri per richiedere il modulo d’iscrizione per il prossimo anno scolastico..:)..

      • bobcarr ha detto:

        andiamo Jonny, se tu fossi stato più “presente” in classe con il corp(acci)o(ne) e con la testa (avendo avuto) adesso non faresti queste domande che, come tu ben sai, tradiscono, non tanto il desiderio di prepararsi bene per l’esame, quanto quello, molto meno ameno, di ingraziarsi le grazie di tanto prof (slurp).

      • JonnySorrentino ha detto:

        il desiderio di prepararsi bene per l’esame penso sia comune a tutti, “”ingraziarsi le grazie di tanto prof”” si rende necessario a chi è consapevole di non aver tutte le carte perfettamente in regola… secondo me non è un crimine, e magari se accompagnato da un buon voto, che nonostante le assenze si può ottenere, servirà a raggiungere l’obbiettivo di non sprecare un anno a causa di un momentaneo declino della voglia di studiare..

      • bobcarr ha detto:

        Ci si prepara bene per l’esame studiando; si viene favoriti dagli insegnanti se si studia; chi non ha le carte in regola deve studiare; per avere un buon voto bisogna studiare; per non sprecare un anno bisogna studiare.

        Ti è sfuggito, forse, che devi studiare?

      • JonnySorrentino ha detto:

        Studiare, presente indicativo.
        Studiato, passato mai esistito…?XD

        il prox lo metterà lei..

  4. Igor R. ha detto:

    tutti quegli argomenti, quei problemi, quelle formule e quelle definizioni,sommate all’agitazione e all’ansia dell’esame secondo me smussano la capacità di coesione/coerenza anche del candidato più bravo che nella ricerca del termine corretto tra tutto l’amkontare delle informazioni che ha cercato di immagazzinare spesso è arduo da trovare (sempre che sia stato immagazzinato)…chissà come andrà, io eprsonalmente non ho molta fiducia nei miei orali…

    • bobcarr ha detto:

      Per me tutta la frase indica poca coesione. Direi :

      secondo me, tutti quegli argomenti, quei problemi, quelle formule e quelle definizioni,sommate all’agitazione e all’ansia dell’esame smussano la capacità di coesione/coerenza anche del candidato più bravo. (punto)

      Spesso è ardua la ricerca del termine corretto tra tutte le informazioni che gli si affollano in testa (ammesso che in testa ci sia qualcosa) …

      ecc.

  5. pieraisgro ha detto:

    La matematica è materia umanistica!! Coerenza e coesione sono caratteri imprescindibili del discorso…storico, letterario ecc ecc…

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