Bella e perduta

Non una voce stanca e nostalgica, ma quella di un giovane, allegro e lievemente incantato, dovrebbe raccontare le avventure e gli avvenimenti che hanno portato al risorgimento dell’Italia.

Una voce incantata che ricrei l’atmosfera di quegli anni dell’Ottocento dove pare che il risorgimento dell’Italia sia avvenuto nel pieno sole delle armi, delle barricate, delle rivolte, dei gesti eroici, mentre ha avuto anche i suoi notturni, le pieghe nascoste, i segreti dei sentimenti politici, le penombre e i misteri delle idee e dei pensieri irriverenti e rivoluzionari.

 

Lucio Villari

bella e perduta

L’Italia del RISORGIMENTO

Laterza 2009

Anch’io, nel mio piccolo e incolto, invito alla celebrazione/riflessione sul risorgimento italiano e suggerisco questo libro di storia che si sviluppa proprio come piace a me: come una storia.

Perchè gli avvenimenti risorgimentali dovrebbero interessare, oggi? non saprei; però sento che se fossi giovane – vaghe reminiscenze del passato – forse sarei tentato di farmi coinvolgere dallo spirito del “pieno sole delle armi, delle barricate, delle rivolte, dei gesti eroici” ma anche solo nel puro sogno di queste cose, come è proprio, appunto, dei giovani.

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5 risposte a Bella e perduta

  1. pieraisgro ha detto:

    @bobcarr…e perchè non fare il giro d’Italia in ottanta giorni?

  2. pieraisgro ha detto:

    Davide, ti consiglio di leggere il libro. Riscoprire le radici, nel fervore di una gioventù innamorata di libertà e giustizia, significa riscoprire le radici, nel fervore di una gioventù innamorata di libertà e giustizia.
    L’obiettivo è leggere e riscoprire, conoscere.
    Riflettere fa bene.

  3. Davide Mattiuzzo ha detto:

    Ma manca l’obiettivo!
    Non esiste in questi giorni bui una speranza che ci accomuni, qualcosa che crei l’unioni fra le macchine-imprenditoriali che popolano l’italia e il mondo occidentale.
    La nostra realtà è in mano a dei vecchi spossati da lotte di fazioni e movimenti di partito, per i giovani non c’è spazio se non nella beamata autodistruzione che ora come non mai si rivela.
    Il risorgimento, se fino agli anni 70-80 era una storia da cui prendere spunto e in cui credere come trampolino di lancio per una rivoluzione, è lontana come non mai, sono le rovine di uno stato frazionato nuovamente.
    Garibaldi si rivolterebbe nella tomba.

  4. pieraisgro ha detto:

    Proporrei di leggere “Bella e perduta” di Villari e di partecipare alla discussione.
    Partecipiamo insieme, per riscoprire nelle nostre radici quello spirito innamorato della libertà e della verità.
    La forza e il sogno per risorgere dalla dittatura, nel fervore della giovinezza, che lotta per la libertà di scelta.
    Il desiderio di svegliarsi e agire, nella ricchezza di idee, di pensieri, insieme, perchè l’unione fa la forza ( come si dice) e così si vince.
    E riscoprire la fede, la fiducia… e sperare e crederci! ( alla maniera di Mazzini).
    E cercare un’identità, desiderata dal popolo, soprattutto dai ragazzi.
    Riscoprire anche le contraddizioni dell’essere “bella e perduta”.

    A presto

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