Futuro: lavoro o università?

Eccoci di nuovo all’interno del mistico blog “In teoria”!!

Tanto tempo è passato dalla mia ultima visita ed ho avuto diverse esperienze da quando varcai l’uscio dell’Itis .In particolare ho maturato un’idea riguardo ad una domanda che,arrivato in 5a, mi ero posto :”e poi?” già, e poi? Lavoro? Università?

Cosa scegliere per poter raggiungere gli obiettivi che, durante la nostra crescita, ci poniamo? Ci sono pro e contro per entrambi i casi: lavoro significa guadagno,carriera, indipendenza (anche se ai giorni nostri…) e inserimento nel mondo adulto, anche se si rischia di rimanere “fossilizzati” nel proprio status, di adeguarsi alla monotonia, di “arrendersi” e vivere lo stesso giorno per anni e finire col chiedersi “e se invece?”.L’università offre anch’essa un occasione di crescita e indipendenza, inoltre può aprire porte su lavoro altrimenti irraggiungibili. Ma lo studio costa (e tanto) e richiede molte energie fisiche e mentali (anche più di molti tipi di lavoro).

Personalmente ho scelto il lavoro e devo dire: la cosa più difficile dell’avere un lavoro è trovarlo. Per chi come me vive in una città balneare,trovare un posto che si discosti dal solito barista/cameriere è difficilissimo, più che altro mi sono sorpreso nel constatare che molte imprese (di vari paesi qui in veneto, ho girato parecchio) cercano giovani con esperienza; e qui una domanda: come diavolo fa un neo-diplomato ad avere esperienza? Come può un giovane uscire da scuola e trovarsi le porte chiuse ? Non avere opportunità? Non dovrebbero invece le imprese investire sui ragazzi?

Poi ci sono le classiche lettere con le offerte di lavoro,io ne ho ricevute alcune e ve ne racconto una da esempio: la Nokia mi ha contattato per divenire un tecnico specializzato per la riparazione di telefonini con mille possibilità per aprire centri di telefonia o di lavorare in quelli già esistenti. Ho colto subito l’occasione, sono andato a Mestre, dove ho trovato altri ragazzi. Dopo ore di attesa siamo stati chiamati (dovevo essere accompagnato da un genitore) e siamo stati fatti sedere assieme a due signori che, per farla breve, mi dicono che dopo un corso da 2000 euro(e io pago!) avrò la possibilità di essere appunto assunto da un centro nokia (ma allora potrò essere assunto, non sarò assunto) e dopo mille giri di parole volte a dire la stessa cosa, mi mettono davanti un contratto per la frequenza a questo corso dicendomi sostanzialmente “adesso o mai più”, abbiamo ringraziato, ci siamo alzati e ce ne siamo andati. Insomma tu devi pagare per poter sperare di essere assunto.

Certo la mia sembra la descrizione di uno scenario apocalittico, alla fine (2 anni di ricerca) ho trovato un lavoro (stabile? Lo sanno solo loro) e mi trovo molto bene (non fosse per i 30 km di strada da fare), ma il mio vuol essere un avvertimento: non chiudetevi le porte,non date nulla per scontato, cogliete le occasioni, ma state attenti che il mondo è un posto pieno di lupi affamati, ma se si fanno le scelte giuste potrete avere il vostro futuro

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4 risposte a Futuro: lavoro o università?

  1. Alessandrini Matteo ha detto:

    In questo mondo immerso nella crisi, la fortuna più grande è trovare lavoro, per i giovani, e averne uno, per le persone che ci stanno più a cuore (i nostri genitori). In particolare per i ragazzi appena diplomati, le difficoltà sono elevate. Personalmente, ne ho sentite di storie a riguardo. Per esempio: certe persone dicono che se non si ha un “pezzo di carta” decente (laurea breve o laurea completa), non si trova una grande varietà di lavoro; o meglio, si trova, ma non rientra nelle aspettative del singolo. Altre persone affermano che se hai voglia di metterti in gioco e uno spirito giusto, 99,99% il lavoro lo trovi subito, anche se neo-diplomati. Durante il mio percorso da studente, mi sono posto qualche volta la domanda:”Dopo la maturità, cosa farò? Continuo o cerco di tentare l’impresa di cercare un lavoro?”. Ogni volta (stranamente…o forse no), le risposte sono state sempre diverse:”Andrò all’università”…”Non so ancora: ho tempo per pensarci!”…”Penso di trovarmi un lavoro”…A questo punto della mia carriera di studente, sono ancora molto confuso, ma spero che nel percorso che porta alla maturità, riesca a decidere e rispondere alla fatidica domanda:”Cosa farò dopo la maturità?”.

  2. pieraisgro ha detto:

    @vianello
    sono felice di ritrovarti…e anche che continui a scrivere bene!
    Ho letto con attenzione il “pezzettino” di vita che ci hai raccontato. Hai fatto un’analisi ponderata e matura e,raccontando la tua storia, hai descritto la situazione attuale dei giovani e del nostro tempo.
    Ti auguro tutto il bene di questo mondo.
    Spero che il tuo intervento possa aprire discussioni tra i nostri studenti…

  3. vianello ha detto:

    Grazie mille, troppo gentile.
    Mi saluti la prof. Isgrò!

  4. bobcarr ha detto:

    @vianello

    bentornato, sento con molto piacere che non sei cambiato nonostante le esperienze non proprio positive che hai avuto negli ultimi tempi: sempre riflessivo, logico e positivo nella visione del mondo; questo mi fa piacere. Il tuo contributo è sempre benvenuto e i nostri studenti attuali farebbero bene a leggere con attenzione: quello che dici è molto serio e importante. Non mi dispiace notare che continui a scrivere bene ( con la felicità della prof. Isgrò). Intanto ti faccio gli auguri per un lavoro soddisfacente che certamente arriverà.

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