CANDIDAMENTE

Posso intromettermi in questo, ormai divenuto, matematico blog?
…Semplice e puro di spirito, ingenuo e fedelissimo allievo di Pangloss,Candido è fermamente convinto che “non c’è effetto senza causa” e che “ogni cosa è necessariamente l’anello di una catena, aggiustata per il meglio.
E’ come se avesse una bilancia mentale, la quale gli fa credere che “quanto più sono le sventure particolari, tanto più tutto è bene. Lo ha detto Pangloss! Quasi a smentire il criticismo di Kant e il suo pensiero libero.
Tanto però è il male morale e fisico che colpisce la Terra, ma con la lente dello straniamento Candido ribalta convinzioni e convenzioni, nel riscatto della dignità umana. “O Pangloss…dovrò finalmente rinunciare al tuo ottimismo?”. “Ottimismo…che sarebbe?” diceva Cacambo. “E’ il delirio di sostenere…che tutto è bene, quando va malese tutto va bene, ciò accade a Eldorado, e non già nel resto della Terra…dove gli uomini sono divorati da invidia, e cure, e inquietudini, maggiori dei flagelli...Ma a che fine dunque” disse Candido “è stato formato questo mondo?”.

Leggiamo il libro “Candido di Voltaire” e ci esprimiamo.

La prof.

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49 risposte a CANDIDAMENTE

  1. pieraisgro ha detto:

    Francesco, apprezzo il tuo intervento, ma… dovresti spiegare la parte finale, perchè non l’ho capita!

  2. Francesco Comaron ha detto:

    In questo racconto viene narrata la storia di Candido. Inizialmente abitava in un castello in Vestfalia, seguito dal filosofo Pangloss, e innamorato della relativamente bella baronessa Cunegonda . Ma un giorno fu scoperto mentre amoreggiava con la baronessina e fu subito cacciato dal castello. Questo inseguito verrà assediato dai bulgari; anche Cunegonda sarà costretta a fuggire. Candido andrà alla ricerca di un qualcosa di migliore di quello che ha sempre avuto. Durante il viaggio perde l’amico Pangloss (che ritroveremo alla fine del racconto) che gli ha sempre insegnato che il mondo in cui viviamo è il migliore dei mondi possibili e tutto ciò che accade è bene e felicità. Nel suo viaggio, Candido, convinto della tesi di Pangloss, vede però che non sempre la vita è bella e sorridente e che è molto difficile pensare al lato migliore delle cose; capirà, dunque, che la tesi del filosofo era troppo ottimistica e inverosimile. Durante il viaggio incontrerà anche Martin e Cacambò che lo aiuteranno nella sua ricerca disperata dell’amata Cunegonda. Candido, infatti, girerà il mondo in una corsa frenetica passando per vari paesi. Alla fine del racconto, dopo mille vicissitudini, Candido ritroverà Pangloss e Cunegonda che finalmente diverrà sua sposa.
    Secondo me Voltaire con la pubblicazione di questo romanzo volle divulgare alla gente il pensiero illuminista ispirando le persone a pensare su vari temi spesso citati all’interno del testo in modo così da poter risvegliare il pensiero popolare riguardo i temi trattati creando così un’opinione pubblica al fine di abbattere le monarchie, basti pensare che fin dall’inizio Voltaire critica fortemente lo stile di vita dei nobili, i quali pensano che siccome il loro piccolo mondo funziona bene non ci siano problemi nel mondo, basti pensare ad esempio alla celebre frase di maria Antonietta:
    “il popolo ha fame e manca il pane”
    “dategli le brioches”
    che bensì sia successiva al periodo illuminista, descrive proprio questo modo di pensare.
    nota ancora più dolente e che questo pensiero è rimasto ancora tutt’oggi.
    Popolo:”Siamo precari”
    Leader:”Sposate mio figlio”

  3. pieraisgro ha detto:

    Va bene ragazzi.
    Un bonus a chi ha partecipato alla discussione, con gli altri organizzeremo un lavoro in classe.

  4. pieraisgro ha detto:

    “…il lavoro tien lungo da noi tre gran mali:noia, vizio e bisogno”

  5. gorghetto giacomo ha detto:

    Voltaire, autore del romanzo Candido, fu un famoso esponente del movimento intellettuale dell’Illuminismo. Il suo romanzo narra la storia di Candido, giovane che affronta molte avventure nel corso della sua vita, inizialmente convinto che la vita era causa di avvenimenti ottimisti a causa dell’insegnamento di Pangloss professore di filosofia, ma poi si dissocia perché le esperienze che affronta gli mostrano il contrario e alla fine capisce che l’unica cosa che può dare la felicità all’uomo è il lavoro. Nel romanzo è molto presente l’umorismo ed è scritto in maniera chiara e semplice. Questi caratteri sono tipici del periodo illuminista e gli avvenimenti si susseguono in maniera veloce in modo che il lettore non si addormenti mai durante la lettura. Voltaire con questo romanzo critica la nobiltà e anche la cocciutaggine del l’uomo dell’epoca in questo posto troviamo Pangloss che, dopo aver avuto esperienze disastrose e crudeli, riesce sempre a trovare una spiegazione della sua teoria ossia che tutto quello che capita è bene perché si trovano nel migliore dei mondi. Essendo illuminista Voltaire mostra anche il suo appoggio all’uso della ragione, infatti si vede come nel corso della storia Candido si allontana dal pensiero ottimista di Pangloss a causa delle sue esperienze di vita.

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