A volte ritornano

Fin dal lontano 1996 (è passato così tanto?) una delle cose che occupava maggiormente il mio tempo è stato il computer. A quei tempi non sapevo che cosa veramente avessi davanti, vedevo uno schermo, colori, giochi e musica e tanto mi bastava.Ma una cosa la sapevo: mai,mai, MAI trafficare con un computer (ed altri apparecchi elettronici) quando si è bagnati!

A pranzo, durante un’altra fantastica edizione di studio aperto, tra una donna nuda e le ultime mode dell’estate (perchè l’italia, i minuscola, si basa su questo), viene raccontato di una 12enne morta fulminata perchè ha attaccato la SPINA di un pc mentre era scalza e bagnata.
Nel 2012 possibile sentire una cosa del genere? Nessuna colpa alla vittima che ha pagato a caro prezzo l’errore, ma se io a 6 anni sapevo che: -” ara che te mori fulminà! sta attento me raccomando”- , dove erano i suoi genitori?

La ragazzina era da un amico, va bene, ma quando un genitore fa il suo lavoro, il bambino può trovarsi al sicuro ovunque (al sicuro da se stesso almeno).Non è questo il compito di un padre e di una madre?

E poi sento parlare di genitori che minacciano insegnanti perchè “molestano/picchiano” i figli.
Questi genitori “”fantasma” che si autonominano paladini della giustizia, quando gli insegnanti non fanno altro che insegnare l’educazione che loro , con i vari iphone e ipad e ipod e irotto evidentemente non gli hanno dato.

Da tutte queste notizie si ha una soluzione logica: ai genitori non importa una beata mazzancola dei figli, perchè se a 12 anni hanno cellulari con i quali fanno foto porno da rivendere agli amichetti per prendersi la custodia con le cuffie, se fanno i gradassi con i loro tablet anche con i loro insegnanti (che magari dopo vengono licenziati perchè alla ricerca del giusto rispetto), e poi muoiono fulminati perchè dopo il bagno al mare,scalzi, vanno ad attaccare prese elettriche e a svitare lampadine, questi “adulti” devono farsi un paio di domande.

Non tutto è nero, ma ci siamo vicinI.

Umberto Vianello

 

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6 risposte a A volte ritornano

  1. Vianello ha detto:

    sempre un piacere proff! Mi piacerebbe in effetti scrivere molte più cose, solo che temo siano cose interessanti solo per il sottoscritto ed il tempo è davvero tiranno (nonostante mi sia trovato in stato di disoccupazione fino a ieri) e molte,forse troppe cose mi sono successe. Cercherò di mettere su blog (una volta si diceva mettere su carta, i tempi….) quelle più importanti, che secondo me saranno di aiuto anche ad alcuni suoi alunni.

    Questo articolo in particolare ho SENTITO di doverlo scrivere,è stato come un rigetto della mia mente, dovevo scriverlo a qualcuno.
    Uno potrebbe dire “facebook serve a questo”, ma facebook è una cosa che trovo impregnata di “male”, un giorn magari digiterò (al tempo scriverò) anche di questo.

    • bobcarr ha detto:

      non ci pensare, scrivi; scrivere fa bene, ti aiuta a precisare, organizzare, fissare i concetti e se qualcuno risponde è già un dialogo

    • studente dell'itis ha detto:

      Umberto, stupendo post che hai pubblicato… condivido appieno quello che hai scritto e devo dire che anch\’io son rimasto colpito da questa triste notizia. Però è davvero bello vedere come uno fra le decine di articoli che scorrono nei telegiornali abbia acceso una riflessione così profonda da parte tua.

      Devo confessare che io stesso rimango inerme certe volte di fronte al comportamento che i mie genitori hanno nei mei confronti e quello che hanno i genitori di amici o anche semplici conoscenti. Non potevo credere che la madre di una ragazza della mia età, sedute accanto al mio ombrellone, avesse deciso di regalare alla figlia una borsa Vitton costatagli l\’esagerata cifra di 4500 euro. Oppure vedere genitori con i figli lamentarsi davanti alle telecamere dei tg, protestando che la compagnia low-cost con la quale dovevano viaggiare era fallita e pagare 85 euro di sovrapprezzo li avrebbe ammazzati economicamente, tutto questo mostrandosi con magliette firmate Armani e occhiali Rayban ben in vista con tanto di orgoglio… cosa stavano insegnado ai figli in quel momento quei genitori?!? Oppure ancora, sentirmi sparare dai miei amici cifre di euri ed euri per l’acquisto del nuovo cellulare o della nuova TV 3D quasi fossero brokers della borsa di New York impazziti per l’acquisto di nuove azioni… soldi che non penso arrivino dalle gocce di sudore del duro lavoro, ma dalle mani del papi o di qualche povero nonno derubato dei pochi soldi che ancora gli rimangono della pensione….

      Mi chiedo se sia forse colpa del periodo storico che i nostri genitori, parlo di quelli dei ragazzi della mia età, hanno trascorso, riferendomi agli anni delle noti rivoluzioni culturali che han cambiato totalmente il modo di pensare. E presumo che i nostri genitori, in gran parte persone ferme agli studi superiori, abbiano assorbito i valori anche negativi di quegli anni, forse si comportan così perchè in infanzia han vissuto secondo quelle che per loro eran troppe regole e che han avuto modo di disfarsene durante ste ”rivolte”. Ma chi davvero le ha mosse quelle rivolte, riferendomi a chi all’università ci era e con questo includo anche i profs che oggi ci insegnano, sa che valori di quei tempi eran giusti ma che anche quelli passati eran giusti. Infatti loro rimangono gli unici che ancora veramente sanno farti aprezzare l\’amore per una passione che sia anche costruttiva, che richiamano quando te lo meriti e che propongono letture intelligenti. Sarei anch\’io deviato verso le abitudini di certi miei coetanei, fortuna però che mi si accende quel lume nella mia coscienza che mi ferma quando è il momento, e questo solo grazie all\’ascolto dei profs…

      P.S. Sarebbe interessante vedere cosa anche ne pensi di facebook, tutte le discussioni se intelligenti diventan costruttive…

      • bobcarr ha detto:

        pregevole commento; mi chiedevo perché l’anonimato: forse una qualche apprensione nel pensare agli amici che leggono e poi devi renderne conto? o semplicemente abitudine favorita dal mezzo virtuale?

      • Vianello ha detto:

        Ti ringrazio molto per i complimenti e sono contento di sapere che la pensi in questo modo.
        Scrivere un pezzo su Facebook sarebbe una cosa da fare obbligatoriamente, ma ogni volta mette una rabbia che mi fa spegnere il browser d’impeto, e pensare che sono pure un iscritto a quel ‘grande fratello’ del web.

  2. bobcarr ha detto:

    Caro Umberto, che piacere risentirti e sempre con interventi inaspettati e intriganti.

    Non mi resta che dichiararmi d’accordo con quanto dici e lasciar commentare al grande Friedrich:

    “… posto che viviamo grazie all’errore, che cosa può essere allora la ‘volontà di verità’? Non deve essere per forza una ‘volontà di morte’?”

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