Verità assoluta o relativa?

La seconda rivoluzione industriale innesca meccanismi di trasformazione anche nel pensiero dell’uomo.

Il Positivismo ha la pretesa di spiegare , in modo meccanicistico, la realtà circostante, cosicché la conoscenza esteriore si infiltra, con il determinismo, nella coscienza degli uomini.

Bergson, scavando invece nella profondità della coscienza, si perde nell’incessante cambiamento dei suoi stati d’animo, “ in un fluire senza fine” relativizzando così lo svolgimento delle vicende umane.

Bisogna indagare lo spirito, l’intuizione e ritenerli il motore della volontà e dell’azione.

E’ ovvio che , in tal modo, qualcosa sfugge al controllo della ragione. Qualcosa di misterioso erompe dalla psiche e rivendica il diritto umano alla libertà di scelta, alla libera scelta “di credere in ciò che più aiuta a vivere”, come sostiene William James.

Possibilità, probabilità, relativismo, indeterminazione mettono in discussione previsioni sicure e sistemi di conoscenza assoluta del reale, come suppone Heisenberg.

“ La vera scienza è la filosofia” dice Benedetto Croce, perché solo la filosofia può cogliere lo spirito e siccome “ la natura profonda della realtà è lo spirito”, la filosofia è “ una forma superiore di razionalità”.

Nelle vicende umane le azioni sono precedute dal pensiero, l’esistenza è preceduta dall’essenza, ogni gesto implica una decisione.

L’uomo è quello che sceglie di essere, afferma Sartre, cade così ogni valore assoluto ( come già aveva anticipato Nietzsche). L’uomo è responsabile delle sue scelte, potrà quindi lavorare per rendere più umana la società contemporanea, società che mette sempre più in crisi l’individualità, ossessionata da modelli omologati.

Si sfiora già il pensiero di Heidegger, teorico dell’Esistenzialismo.

Cosa rivela però il comportamento dell’uomo moderno?

E’ proprio nell’indagare questo comportamento, anche ciò che sembra assurdo, che Freud trova una risposta: quando la coercizione educativa soffoca l’inconscio, i suoi moti pulsionali, in qualche modo, si manifestano.

Approfondiremo in classe questi argomenti, studieremo Svevo e Pirandello, intanto mi dite cosa ne pensate?

La prof.

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7 risposte a Verità assoluta o relativa?

  1. pieraisgro ha detto:

    @Davide…ti riferisci a Croce e Sartre?
    “La natura profonda della realtà è spirito” dice Croce. Ti chiedi come sia possibile in un mondo materialista e omologato? E’ l’uomo omologato e materialista che non ascolta lo spirito, non considera la speculazione filosofica, che viaggia nel pensiero, nella vita intellettiva e psicologica. Che forma ha il pensiero? Ha peso specifico? Qual è il suo colore e il suo volume? E’ morbido o ruvido? Non lo percepisci con il tatto o con la vista, almeno sino a quando non si manifesta nelle azioni . E’ all’origine di ogni azione, di ogni parola. La filosofia , forma superiore di razionalità, lo ascolta e lo indaga.
    “L’uomo è responsabile delle sue scelte” dice Sartre, sì, anche di quelle che non sa fare. E’ l’uomo omologato che segue l’omologazione. Tu fai notare che la scelta è già stata fatta dagli altri per te, in un mondo pilotato da pubblicità e mode. Non hai considerato che l’uomo è responsabile di lasciar fare agli altri ciò che egli stesso può fare?

  2. Davide ha detto:

    Come si può concretizzare i pensieri qui descritti, se il modello a cui il mondo occidentale (portavoce dell’evoluzione del pensiero umano moderno) si ispira, oggigiorno, annichilisce gli archetipi sostituendoli a dei pensierini “porzione singola” mirati solo al fine (deviato) , spolverando gli ormai speravo desueti movimenti utilitaristi settecenteschi?

    Riprovo: Come può lo spirito essere la natura profonda della realtà se la vita è dominata solo da fatti e controfatti scatenati l’un l’altro da un desiderio di conformizzarne il fine, asservendolo ai canoni di giustizia e benessere designati dalla società di massa?

    E ancora, riprendendo: Come può l’uomo essere ciò che sceglie di essere, se la scelta è deviata e incanalata in principio?

    Spero di essermi riuscito ad esprimere.

  3. pieraisgro ha detto:

    Già!

  4. pieraisgro ha detto:

    E’ vero! E’ una bella pretesa.
    La parola taroccare è in rosso …perchè… perchè è arrabbiata ( vuole litigare con qualcuno…vedi l’etimologia…).

  5. bobcarr ha detto:

    Che bei quesiti. Brava @pieraisgro
    Certo che questi filosofi: bella pretesa quella di affermare la superiorità dello spirito in modo che solo i filosofi possano cogliere il vero senso del mondo e così giustificare il loro stipendio. Mi piace , in particolare, l’inferenza: ” la natura profonda della realtà è lo spirito, solo la filosofia può cogliere lo spirito quindi la filosofia è la vera scienza”; mi pare chiaramente taroccato questo discorso (perchè il termine “taroccato” mi esce sottolineato in rosso? non fa parte del lessico corrente?); inviterei i lettori a non prendere alla leggera l’affermazione che lo spirito è la natura profonda della realtà; a chi volesse indagare sulla natura della realtà molto in profondità consiglierei la lettura dl libro che ho citato in questo post recente https://bobcarr.wordpress.com/2013/01/12/lordine-cosmico/

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