L5S G1 SINISGALLI E LA POESIA

GRUPPO 1 ARGOMENTI DI RICERCA

  1. SINISGALLI E LA POESIA

a)      S. e i Crepuscolari

b)      S. e l’Ermetismo

c)      S. e Ungaretti

d)      Intervista di F. Camon

Materiali-link:

Sito della Fondazione Leonardo Sinisgalli: www.fondazionesinisgalli.eu/

Biografia di Sinisgalli (vedi sito della Fondazione)

Sito su Sinisgalli: www.leonardosinisgalli.it/

Articolo di Giuseppe Lupo La Formula di Sinisgalli (su http://www.leonardosinisgalli.it/)

Audio Wikiradio su Sinisgalli: puntata del 31/1/2013

Alcune poesie di Sinisgalli (fornite e parte)

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2 risposte a L5S G1 SINISGALLI E LA POESIA

  1. pieraisgro ha detto:

    A cosa serve la poesia?
    Per Sinisgalli la poesia è un gioco che regala ebbrezza. E’ un gioco serio però, che parla delle persone e delle cose della nostra vita ed è utile socialmente.
    Per questo motivo l’artista lucano, in Carte segrete critica il pessimismo di Montale e il suo rifiuto di attribuire al poeta il ruolo di vate.
    Entrambi i poeti affollano le loro poesie di oggetti, ma Montale materializza i sentimenti in oggetti vari, che hanno il loro corrispettivo nei sentimenti , cosicché le emozioni diventano tangibili e si identificano in presenze concrete. Per Sinisgalli invece sono le cose che sprigionano le emozioni e ogni volta che le vediamo parlano al cuore e lo fanno battere forte.
    L’indifferenza non può essere il rimedio al male del vivere. Sinisgalli come Montale lo incontra ma lo spazza via , attraverso la ribellione e il riscatto della bellezza della vita.
    Sì è vero! Il dolore fa parte della vita, persino i versi singhiozzano, frantumando le immagini e i suoni ma c’è sempre la compartecipazione emotiva che lenisce le ferite.
    Quando le Muse si confondono tra le foglie e arriva l’ispirazione, Sinisgalli sente la loro essenza. Le sue Muse sono la poesia e la matematica e insieme creano immagini intense e fantastiche.
    Così il ricordo del padre diviene un punto vivo all’orizzonte e lo spazio circostante si confonde con la geometria delle strade e delle piazze. Quel punto vive nel tempo che si scandisce nel giorno, in un’ora o in una stagione.
    Qualche volta il tempo scompare , il passato e il presente si sovrappongono, gli oggetti piccoli s’ingrandiscono e ogni punto nella sfera della Terra diviene egualmente importante o trascurabile.
    Si può riflettere…
    La prof.

  2. pieraisgro ha detto:

    SINISGALLI( una spinta per voi studenti)

    Era il 1934 quando Sinisgalli si presentava ai “ Littoriali per la gioventù” e trovò come giurato Ungaretti, che lo definì il granchio dalle due teste. Proprio così, due teste!
    Il matematico e il poeta, il logico e l’appassionato fantasioso, il Leonardo del Novecento appunto.
    Nel mondo occidentale, caratterizzato dalla rivoluzione industriale, dal taylorismo e dal boom economico degli anni ’60, Sinisgalli sentiva l’esigenza di umanizzare le macchine, anzi di evitare che l’uomo non fosse disumanizzato dalle macchine.
    Era “un prodigio metrico” quella calcolatrice che risolveva problemi velocemente, ma non doveva soppiantare il primato dell’individuo, pensava.
    L’uomo ha qualità ignote alle macchine: l’amore, l’ironia, la tolleranza…
    La macchina deve essere un mezzo al servizio dell’ intelletto…
    Nella società della crisi spirituale, la macchina può risolvere i problemi, quando non oltrepassa i limiti assegnati da Dio…
    …perché nulla sarebbe più catastrofico dell’arresto dello sviluppo tecnologico…
    ma bisogna addomesticare la macchina…
    Erano le riflessioni di Sinisgalli, espresse nella rivista “ Civiltà delle macchine”( 1953-58).
    La Lucania, la sua terra d’origine rappresentava il mito della purezza edenica, il mondo incontaminato della semplicità e della meraviglia, della natura e del sole.
    Il ricordo ne amplificava la bellezza e la parola catturava la meraviglia, come si legge nei versi di “Vidi le Muse”.
    Quel mondo ormai improponibile , ricordava comunque la necessità di un nuovo Umanesimo, che dava dignità all’uomo, ma rispettava i progressi della scienza.
    E così Sinisgalli passava dai versi alla matematica, dal teatro alla pubblicità, dalla fisica all’immaginazione.
    Come non ricordare “Il teatro dell’Usignolo” ( 1945-50), programma radiofonico in cui l’artista curava i copioni e invitava l’amico Unagaretti a rappresentare l’Affrica , con letture espressive e musicate dalle nenie arabe.
    Come dimenticare la rivista “ Pirelli”( 1948-52) , in cui la pubblicità veniva raccontata dagli occhi dell’artista , che faceva esclamare “ e naufragar m’è dolce in questo mare” a chiunque comprasse il canotto o che metteva in contrasto il lavoro e lo svago, lo standard e l’artigianato.
    E il drago dell’Eni e la rosa e il calamaio?
    Sì, la lingua può modellare il pensiero ! Ne era convinto Sinisgalli, poi il pensiero si manifesta nelle azioni, che possono diventare più belle.
    Quando era ragazzo nel ’29 , frequentava l’Istituto di via Panisperna e studiava fisica, ma scriveva poesie, poi ragionava sui calcoli matematici, ma disegnava e fantasticava e realizzava slogan, poi lavorava come direttore artistico ed entrava in fabbrica, collaborando con Olivetti alla realizzazione di un lavoro soddisfacente e umano. Lavorava presso l’Alfa Romeo e presso l’Alitalia e studiava semiotica, frequentando artisti come Ungaretti, Montale, Gadda, Saba.
    Che dire?
    A voi il commento( e la ricerca)
    La prof.

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