Ho presentato Machiavelli ai giovani ed è successo questo

I GIOVANI INCONTRANO MACHIAVELLI
3^A I.T.I.S. Volterra

Machiavelli , col suo “Principe”, esprime la volontà di avere uno stato i cui cittadini abbiano garanzie e si rispettino tra loro.
Per un principe è senz’altro lodevole l’essere leale e non cercare di fare il furbo per raggirare il prossimo; ciononostante la storia insegna che molti regnanti, a discapito di quanto appena scritto, usando la furbizia riuscirono a sconfiggere i propri nemici.
L’autore ha come principale scopo il guidare un principe a regnare correttamente. Egli propone dunque di alternare l’uomo (il quale si basa sulle leggi) alla bestia (che si basa sulla forza bruta). Afferma inoltre che una faccia della medaglia senza l’altra non può resistere a lungo.
A mio parere ha ragione: ad essere troppo buoni si viene fregati e sottomessi; d’altro canto l’eccesso di severità porta all’odio, uno dei fattori più controproducenti di un regnante.
Si può paragonare ciò alla situazione di un genitore, che si trova a dover decidere su come educare la propria prole.
Il degrado dei giorni nostri delinea come molti siano stati eccessivamente viziati e “coccolati”, non dimostrandosi poi adeguati a tenere conversazioni pacate o ad atteggiarsi in modo sobrio.
Quindi, secondo me, si potrebbe riproporre in chiave moderna il “Principe” di Machiavelli come il “Genitore”.
Per analogia, se il principe regna sul proprio popolo, la madre e/o il padre vegliano sui propri figli.
Inoltre leggendo i testi dell’ antologia tratti dal Principe, sono rimasto colpito dal pensiero di Machiavelli. In particolare sono colpito dalla sua idea di difesa dello Stato, quando dice che è meglio adottare un esercito interno, formato da cittadini dello Stato, piuttosto che milizie mercenarie spinte solo dallo stipendio promesso dal signore. Questo le rende inaffidabili e pericolose. Ho scelto questo tema in particolare perché mi trovo d’ accordo con l’ autore, nonostante sia rimasto un po’ deluso dal fatto che Machiavelli non fa nessun riferimento alla pace proprio in un testo in cui si parla di milizia, cosa che mi ha inizialmente spinto a pensare che Machiavelli ne dia un senso secondario, tralasciandola e pensando a come prepararsi per la guerra, piuttosto che curarsi di mantenere la pace. Culmine significativo di questo testo è, secondo me , il passo:”è principali fondamenti che abbino tutti li stati […] sono le buone legge e le buone arme: e perché è non può essere buone legge dove non sono buone arme, e dove sono buone arme conviene sieno buone legge”, il quale include tutto il senso del testo, divenendone la definizione. In generale il Principe di Machiavelli è un trattato politico interessante, nel quale l’ autore usa una logica che può sembrare insulsa, ma, ben ragionata e ben spiegata, trova il suo senso e diventa geniale.
Egli utilizzava il metodo induttivo che, secondo me, è molto buono come tecnica per dimostrare agli altri che quello che dici è vero. Era anche una persona coi piedi per terra e molto intelligente, anche perché si rifiutava di fare l’encomio, cosa che al giorno d’oggi molte persone fanno per entrare nelle grazie di qualcuno e raggiungere un obiettivo, che senza l’aiuto di una raccomandazione non sarebbero riusciti a fare.
Machiavelli era una persona che teneva molto al nostro Paese. E al giorno d’oggi trovare uno come lui è molto difficile!.
Mi ha incuriosito molto il fatto che Machiavelli voleva che il proprio principe fosse malvagio, ma solo se lo faceva per il bene dello stato. Machiavelli, nel testo “La Golpe e il Lione” riporta le seguenti parole : “ Sendo dunque necessitato uno principe sapere bene usare la bestia, debbe di quelle pigliare la golpe e il lione: perché il lione non si difende da lacci, la golpe non si difende da lupi bisogna adunque essere golpe a conoscere e’ lacci e lione a sbigottire e’ lupi ”. Ho capito il messaggio che voleva trasmettere l’autore, ma non ho ben afferrato la necessità del principe nell’avere questa doppia personalità poiché, secondo me, un “principe” deve saper difendersi, ma non dovrebbe essere malvagio, per il fatto che invoglierebbe ancor di più i malvagi a prendere il potere.
Ma solo in caso di necessità. Un sovrano troppo buono causa solo danni, è quindi necessario che sia buono quando conviene ma che abbia anche la forza e la grinta di una bestia quando serve e non si può porre rimedio con la diplomazia.
Specifichiamo però che Machiavelli ritiene che sia inutile una discendenza di sangue se poi non si eredita anche la forza interiore, necessaria a mantenere integro uno stato.
Diciamo che nonostante sia uno scrittore, egli conosce gli aspetti fondamentali della politica di uno stato.
Infatti per governarlo al meglio dice che un principe deve usare anche qualità come  astuzia e furbizia, che sono derivanti dall’ esperienza.Ma sendo l’ intenzione mia stata scrivere cosa che sia utile a chi la intende, mi è parso più conveniente andare dietro alla verità effettuale della cosa che alla immaginazione di essa.” Questa frase mi ha colpito per il fatto che esplica la sua visione, tipica del Rinascimento. Egli, infatti, mette al primo posto l’ esperienza .
E’ anche importante dire che per Machiavelli la fortuna è responsabile della metà delle nostre azioni (“iudico potere essere vera che la fortuna sia arbitra della metà delle azioni nostre”) ed essa lascia a noi stessi la responsabilità dell’altra metà (“ma che etiam lei ne lasci governare l’altra metà o presso a noi”). Machiavelli chiama fortuna l’imprevisto, il caso
L’argomento è trattato anche dai filologi, in particolare da Leon Battista Alberti nel “Libro sulla famiglia”.
Citando il filologo Giovanni Pico della Mirandola, l’uomo è artefice del suo destino ed ha piena libertà di scelta; che la fortuna ponga vincoli sulle scelte dell’uomo è un fatto da dimostrare: se la scelta è pensata e ragionata allora questa scelta è libera dai vincoli posti dalla fortuna. Dall’altro canto, se una scelta è presa così all’improvviso è naturale che essa sarà condizionata dal contesto e dagli imprevisti.
Mi piace quando Machiavelli dice: “colui che lascia quello che si fa , per quello che si dovrebbe fare , impara più presto la ruina che la preservazione sua” . Quindi Machiavelli antepone la realtà dei fatti agli ideali.
Io concordo con le sue ideologie, perchè un uomo al governo deve essere sia autorevole che autoritario, in base alle persone che si ritrova come sudditi. Se essi sono rispettosi e corretti, può essere più permissivo e buono, mentre se sono cattivi lui deve essere abbastanza severo da farsi rispettare- Alla base deve sempre esserci il rispetto ed i cittadini devono essere messi al primo posto.
Proprio così , io concordo con le sue idee perché un principe deve essere autorevole, ma quando i sudditi sono irrispettosi nei suoi confronti, egli ha tutti i diritti di diventare una persona autoritaria imponendosi con la forza.
Quindi per essere un buon “principe” si devono utilizzare buone leggi ma allo stesso tempo avere la forza di far rispettare le leggi.
Mi piace molto il modo di spiegare che usa Machiavelli nell’esporre le sue idee.
Precisiamo però che è molto importante mantenere la propria parola e non usarla solo per convincere altri.
Una promessa può essere non mantenuta per vari motivi che uomo non è in grado di conoscere, ma bisogna dare il massimo per raggiungerla
Secondo me questo “consiglio” andrebbe bene anche oggi, soprattutto nel nostro stato. Infatti si potrebbe avere uno stato più controllato e senza più corruzione.

 

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