Oggi abbiamo visto il film, posticipando la lezione su Leopardi e allora…

SIGNIFICATI PER NIENTE SCONTATI

La natura è grande, la ragione è piccola… l’avarizia, la lussuria, l’ignavia…derivano dai progressi della ragione e della civiltà… dalla mancanza o indebolimento delle illusioni, senza le quali non ci sarà quasi mai grandezza di pensieri.” (Zibaldone)
Così nel 1817 , in una delle 4.500 pagine del suo diario , Leopardi esprime il pessimismo  storico e lo identifica a un’involuzione dell’umanità, rispetto alla semplicità dello stato di natura.
Da buono e pacifico, l’uomo  diviene cinico approfittatore delle situazioni, volto a soddisfare a ogni costo i propri desideri di potenza.

Con un pizzico di azzardo, si può ricondurre questa tematica alla trama del film “ The Truman Show”- 1998 regia di Peter Weir.
Abbagliato dal miraggio di enormi profitti e dal successo, il super tecnologico Cristof trasforma un essere umano in una cavia da baraccone.
Il tutto accade nell’immaginaria Seahaven, che altro non è che un’isola fittizia , dentro una cupola artefatta.
Sulla luna di Seahaven c’è uno studio di registrazione ed è da qui che Cristof registra lo show della vita di Truman che, ignaro di tutto, si ritrova a essere il protagonista di uno spettacolo in mondo visione, tra paradossi esistenziali e colpi di scena spazio-temporali, artificialmente diretti dal perfido regista che lo osserva da 5.000 telecamere nascoste.
In questo gioco di finzioni, Truman ricerca la libertà e l’emancipazione dalle omologazioni, soffocato da una vita che gli sta stretta.
Dotato di notevole immaginazione e di spirito d’avventura, avverte la necessità di esplorare l’ignoto, alla ricerca del significato dell’esistere, spinto dall’aspirazione all’infinito.

Il sentimento della nullità di tutte le cose, la insufficienza di tutti i piaceri a riempirci l’animo, e la tendenza nostra verso un infinito che non comprendiamo…questo desiderio e questa tendenza non ha limiti, perché ingenita o congenita con l’esistenza…ma la natura delle cose porta che tutto esista limitatamente e tutto abbia confini, e sia circoscritto… Il piacere infinito che non si può trovare nella realtà , si trova così nella immaginazione.”  (Zibaldone)
La teoria del piacere e la poetica leopardiana dell’indefinito sembra animare lo spirito di Truman.
Il giovane non accetta la realtà del mondo così come si presenta, ma vuole andare oltre, mentre paradossalmente tutti sono incollati alla T.V. a guardare il film della sua esistenza, travolti da una illusoria calamita e manipolati nella coscienza.

La T.V. e i Social potrebbero svuotare la capacità critica umana, se usati erroneamente, ma “ hanno proprio questo le opere di genio che anche quando rappresentino al vivo la nullità delle cose…servono sempre di consolazione, riaccendono l’entusiasmo …ma fra tutte le letture quella che meno lascia l’animo desideroso del piacere, è la lettura della poesia..”(Zibaldone)
Il suggerimento di Leopardi sembra fornire un buon antidoto al mondo virtuale, che cancella i sogni, e a chi tenta di rubarli. La poesia è bellezza , è in grado di presentare il mondo ideale , è capacità di restare nell’incertezza, lasciando agire l’immaginazione ed è perciò capace di condurre in mondi migliori, per aiutare l’uomo a trarre il meglio di sé.

“Quanto più una lingua abbonda di parole, tanto più è adatta alla letteratura e alla bellezza…le parole notte, notturno…sono poeticissime…perché l’animo concepisce un’immagine vaga…si deve applicare parimenti al suono…un canto udito da lungi…nel ripensare a quei racconti, favole…”(Zibaldone)
E’ nei romantici chiaroscuri lunari che Truman dà spazio alle sue riflessioni filosofiche, caricandosi di forza e determinazione, è lì che avverte il mondo così come dovrebbe essere, mentre la sonata per pianoforte di Mozart accompagna la sua poetica immaginazione.
Truman comprende infine l’inganno che lo imprigiona e, preferendo la vera vita, fugge da Seahaven, inseguendo il sogno di libertà.
“Il fine della natura …non è certamente in niun modo la felicità né il piacere dei viventi…piuttosto al contrario…la mia filosofia fa rea d’ogni cosa la natura…discolpando gli uomini totalmente.” dichiara Leopardi riflettendo sul pessimismo cosmico, ma è davvero così?
Piera Isgrò

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