QUANDO L’ARTE DIVIENE RESPIRO

QUANDO L’ARTE DIVIENE RESPIRO

PATCHWORK  DI PIERA ISGRO’Kandinsky

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Il Salotto letterario in aula

salotto letterario commenti

Esperienze letterarie in 3^A

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ABBIAM DETTO DI LUI…considerazioni su Goldoni

Abbiam detto di lui…riflessioni su Goldoni

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Il fanciullino puntualmente ritorna

Puer aeternus

Per la 5^ e non solo.

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Esperimenti

SPERIMENTARTE
E’ un tentativo di guardare al Seicento in prospettiva personale, questo lavoro di ricerca e rielaborazione di informazioni, effettuato dagli studenti di 4^A dell’I.T.I.S. Volterra.
I ragazzi hanno raccolto aspetti artistici e letterari che li hanno particolarmente colpiti e, attraverso questo progetto , si sono resi protagonisti nel ripercorrere a ritroso un viaggio nelle forme artistiche del variegato Barocco, con risultanti sorprendenti.
Piera Isgrò

P.S Da leggereSPERIMENTARTE

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La musica classica in classe

Lorenzon Evan 4^A

commento sulla musica classica

La musica classica, un genere di musica definita immortale.

Mi hanno sempre colpito il pianoforte, i violini, i flauti e a volte la lirica che accompagna i suoni… è tutto un insieme di suoni, melodie, sensazioni ed emozioni che nascondono un enorme lavoro dietro, dato dalla complessità propria nel comporre musica di questo tipo. Questo genere ha un immenso potere, capace di far lavorare orecchie, cervello e cuore di chiunque l’ascolti, ha un’imponente capacità di trasmettere immagini, scene, emozioni, paure e molto altro, dando anche spazio all’immaginazione nell’interpretare queste melodie, come le quattro stagioni composte da Vivaldi, che sto ascoltando proprio adesso mentre scrivo.

Scommetto che facendo ascoltare uno di questi brani delle stagioni a qualcuno di non competente, egli sia in grado di descrivere perfettamente se si tratta del canto degli uccelli e le foglie fruscianti che la primavera offre o se si tratta del tremito causato dal freddo più intenso, con un insieme di note puntate senza alcuna melodia dell’inverno.

Se vogliamo riportare un altro esempio, si può citare “Air” di Bach, capace di trasmettere la leggerezza e la neutralità dell’aria.

Però vorrei far notare come questo genere non venga più preso in considerazione. Mi è capitato spesso di sentire vari coetanei che ritengono la musica classica “noiosa”.

Quello che si deve capire per apprezzarla, è proprio capire cosa si sta ascoltando. Oggi la gente, e soprattutto noi ragazzi, siamo bombardati dalle radio, da siti internet, come Youtube, o da spot pubblicitari da musica commerciale che se ascoltata spesso tende a chiuderci e a farci denigrare musica “diversa”.

Nel caso della musica classica, se si riesce a capirla ed apprezzarla, posso dire che trasmette molte più parole, immagini ed emozioni di un qualsiasi brano house, pop e via dicendo. Come già detto sopra, il bello della musica classica è la libertà che ci dona nella sua interpretazione, donandoci un’esperienza soggettiva, unica e tutta nostra mentre la ascoltiamo, questo vale sia per un musicista esperto, sia per un bambino che la ascolta per la prima volta.

Vorrei concludere con una domanda rivolta a voi: “come mai brani scritti secoli e secoli fa, sono suonati e apprezzati tuttora, mentre i soliti brani definiti “tormentoni” restano sul podio per qualche mese per poi sparire nel dimenticatoio?”

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Alla ricerca del vero

L’auctoritas nel mirino

Pazzia o non pazzia?

Alla ricerca della verità

M. de Cervantes, Shakespeare, Moliere, tre grandi artisti del Seicento europeo, trasmettono innovazione in un secolo ancorato a stereotipi e soffocato da Inquisizione e censura.

Il sistema culturale viene messo in discussione e il dubbio si insinua nelle menti indagatrici di verità, divenendo motore di ricerca e di riflessione.

Spesso si approda in amletiche situazioni tragiche o nell’ilarità di chisciotteschi comportamenti folli, per non parlare di immaginarie malattie molieriane.

Far cadere le maschere e le ipocrisie significa auspicare la formazione di un’opinione pubblica quasi assente in quel tempo e la tecnica dello straniamento è quella più gettonata.

Il tutto si conclude in paradossi e ambiguità, in visioni relative dell’esistenza che, pur denunciando l’irresolutezza della verità, inducono il lettore a porsi le domande giuste.

La prof.

 

Vi aspetto ragazzi…al lavoro!

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