La musica classica in classe

Lorenzon Evan 4^A

commento sulla musica classica

La musica classica, un genere di musica definita immortale.

Mi hanno sempre colpito il pianoforte, i violini, i flauti e a volte la lirica che accompagna i suoni… è tutto un insieme di suoni, melodie, sensazioni ed emozioni che nascondono un enorme lavoro dietro, dato dalla complessità propria nel comporre musica di questo tipo. Questo genere ha un immenso potere, capace di far lavorare orecchie, cervello e cuore di chiunque l’ascolti, ha un’imponente capacità di trasmettere immagini, scene, emozioni, paure e molto altro, dando anche spazio all’immaginazione nell’interpretare queste melodie, come le quattro stagioni composte da Vivaldi, che sto ascoltando proprio adesso mentre scrivo.

Scommetto che facendo ascoltare uno di questi brani delle stagioni a qualcuno di non competente, egli sia in grado di descrivere perfettamente se si tratta del canto degli uccelli e le foglie fruscianti che la primavera offre o se si tratta del tremito causato dal freddo più intenso, con un insieme di note puntate senza alcuna melodia dell’inverno.

Se vogliamo riportare un altro esempio, si può citare “Air” di Bach, capace di trasmettere la leggerezza e la neutralità dell’aria.

Però vorrei far notare come questo genere non venga più preso in considerazione. Mi è capitato spesso di sentire vari coetanei che ritengono la musica classica “noiosa”.

Quello che si deve capire per apprezzarla, è proprio capire cosa si sta ascoltando. Oggi la gente, e soprattutto noi ragazzi, siamo bombardati dalle radio, da siti internet, come Youtube, o da spot pubblicitari da musica commerciale che se ascoltata spesso tende a chiuderci e a farci denigrare musica “diversa”.

Nel caso della musica classica, se si riesce a capirla ed apprezzarla, posso dire che trasmette molte più parole, immagini ed emozioni di un qualsiasi brano house, pop e via dicendo. Come già detto sopra, il bello della musica classica è la libertà che ci dona nella sua interpretazione, donandoci un’esperienza soggettiva, unica e tutta nostra mentre la ascoltiamo, questo vale sia per un musicista esperto, sia per un bambino che la ascolta per la prima volta.

Vorrei concludere con una domanda rivolta a voi: “come mai brani scritti secoli e secoli fa, sono suonati e apprezzati tuttora, mentre i soliti brani definiti “tormentoni” restano sul podio per qualche mese per poi sparire nel dimenticatoio?”

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Alla ricerca del vero

L’auctoritas nel mirino

Pazzia o non pazzia?

Alla ricerca della verità

M. de Cervantes, Shakespeare, Moliere, tre grandi artisti del Seicento europeo, trasmettono innovazione in un secolo ancorato a stereotipi e soffocato da Inquisizione e censura.

Il sistema culturale viene messo in discussione e il dubbio si insinua nelle menti indagatrici di verità, divenendo motore di ricerca e di riflessione.

Spesso si approda in amletiche situazioni tragiche o nell’ilarità di chisciotteschi comportamenti folli, per non parlare di immaginarie malattie molieriane.

Far cadere le maschere e le ipocrisie significa auspicare la formazione di un’opinione pubblica quasi assente in quel tempo e la tecnica dello straniamento è quella più gettonata.

Il tutto si conclude in paradossi e ambiguità, in visioni relative dell’esistenza che, pur denunciando l’irresolutezza della verità, inducono il lettore a porsi le domande giuste.

La prof.

 

Vi aspetto ragazzi…al lavoro!

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INNOVAZIONI PER LA 5^A

LE FRONTIERE DELLA SCIENZA

La scienza promuoverà lo sviluppo umano– esclamò Hoff, convinto di farsi promotore di una comunità sovranazionale fortificata dall’interesse comune per la conoscenza.

Ne è proprio sicuro? Rispose Gig a metà tra il perplesso e lo sbigottito.

Certo! L’uomo dominerà sulla natura per conoscerla come si deve, perché il sapere è nobile e l’etica professionale va rispettata, hai capito …va rispettata.

Hoff continuava imperterrito a declamare le virtù scientifiche, quando colpi di tosse gli tolsero quasi il respiro.

Gig versò un po’ d’acqua nel bicchiere poggiato sulla scrivania e lo porse al vecchio professore.

Lo ammirava e nello stesso tempo provava tanta tenerezza , mentre lo osservava aggrapparsi al bicchiere con quelle mani tremanti, stropicciate dagli anni che si erano accumulati tra le rughe.

Va meglio professore?

In quel tardo pomeriggio di ottobre, una luce gialla entrava nella stanza e illuminava la risma di carta piena zeppa di appunti e riflessioni, curiosità e colpi di genio.

Sì…va un po’ meglio.

Non ci saranno ostacoli, capisci? Spiegava il professore.

La scienza porterà il benessere collettivo. Considera Gig, considera l’impressionante sequenza di invenzioni di questo fine Ottocento…i grandi trafori alpini, la lampadina elettrica, il motore a benzina. Strepitoso! Strepitoso! Il professore riprese a tossire.

Continua a cercare Gig, la ricerca è fondamentale, dobbiamo trovare finanziatori.

Tra un sorso e l’altro , Hoff continuava a crederci.

 

VENT’ANNI DOPO

La competizione internazionale, la corsa agli armamenti legano sempre più la comunità scientifica agli interessi economici nazionali, esclamò Gig ricordando con nostalgia le parole del vecchio professore.

La società antepone la tecnologia alla scienza e i prodotti industriali realizzati fruttano ingenti guadagni e si concretizzano in notevoli successi economici.

Non è questa la cosa giusta! Continuò Worr, lanciando una preoccupata occhiata al collega.

Il mercato attende prodotti sempre nuovi e le innovazioni, che potrebbero risolvere i problemi del mondo, convergono sugli interessi dei Paesi industrializzati. Dove andremo a finire? Fu la conferma di Gig.

La scienza chiede finanziamenti per la ricerca libera, capisci libera, per alimentare il gusto del sapere. Lo scienziato non deve pensare al ritorno personale in termini di carriera e invece…seguì il silenzio e il mito del progresso sembrava crollare nella penombra di quella fredda stanza.

Gig si accostò alla finestra, catturato da rondini che disegnavano il cielo e che danzavano tra grigie striature di nuvole autunnali. Sembravano salutare la stagione in fuga.

Stanotte ho fatto un sogno strano” confidò  Worr all’amico “l’umanità camminava su una fune, annoiata e priva di importanti questioni da risolvere, non perché non ce ne fossero…di questioni da risolvere intendo, ma perché non ne aveva, nel senso che…insomma… aveva la testa vuota.”

Dai Gig! E’ solo un sogno, non esageriamo! Sai cosa ti dico? Personalmente mi impegnerò ad amplificare la mente, lo prometto e non offuscherò mai la frontiera tra reale e immaginario. Contribuirò alle innovazioni culturali e sociali, vedrai!”

Worr si avvicinò al collega e insieme osservarono quell’indefinita linea blu dell’orizzonte tracciata sulla storia del Novecento.

La prof.

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Ho spiegato come fare le recensioni e…

Recensione di Evan

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PROVE TECNICHE

THOMAS

Cronaca di uno stagista in alternanza scuola-lavoro.

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Raccogliamo i frammenti

Riassunto dei passi antologici studiati, tratti da L’Orlando furioso di Ludovico Ariosto

L‘Orlando furioso , opera in ottave di Ariosto del 1532, continua l’Orlando innamorato di Boiardo e porta alle estreme conseguenze l’amore del prode paladino di Carlo Magno per la bellissima Angelica, che lo farà impazzire.

Dopo la dedica e l’encomio al mecenate Ippolito d’Este, Ariosto fa derivare la nobile origine della dinastia dall’amore tra il valoroso saraceno Ruggiero e l’eccellente guerriera cristiana Bradamante.

Il contesto storico della vicenda è la guerra tra Carlo Magno e il musulmano Agramante.

E‘ proprio nell’accampamento cristiano che scoppia una lite tra Orlando e il cugino Rinaldo, entrambi contendenti di Angelica, portata dall’Oriente per seminare discordie tra i cristiani, tanto è bella. Sarà il premio meritato per il più valoroso combattente cristiano in guerra.

Angelica fugge e, tra mille peripezie affrontate, sarà fatta prigioniera dai crudeli abitanti dell’isola di Ebuda. Incatenata a una rupe, nella sua nudità appare come una statua di alabastro, sotto le grinfie di un’orrenda Orca, che la minaccia.

In campo di battaglia , intanto, i saraceni spaventano i cristiani, a causa del feroce Rodomonte che, avvolto nella pelle di drago, fa a pezzi chiunque lo ostacola. Senza Ruggiero però i saraceni sono vulnerabili. Il patrigno mago Atlante ha previsto la sua morte in battaglia e per proteggerlo lo ha rinchiuso nel suo castello delle meraviglie; troppo tardi perché l’eroe ha perso la testa per la guerriera cristiana Bradamante che , a sua volta, è innamorata di lui e presto lo libererà-

Astuta e veloce Bradamante, con l’aiuto della maga buona Melissa, ruberà l’anello incantato allo sprovveduto saraceno Brunello, in cerca anche lui di Ruggiero.

Atlante comanda al mostruoso Ippogrifo di sottrarre Ruggiero dall’abbraccio dell’amata e così l’eroe saraceno vola lontano.

Dopo essere approdato sull’isola della maga Alcina, che trasforma gli amanti in piante da giardino, e dopo aver liberato dall’incantesimo il paladino Astolfo, per gratitudine di aver ricevuto preziosi consigli, Ruggiero fugge via con l’Ippogrifo alla ricerca di Bradamante, ma il caso vuole che incontri Angelica. Da sottolineare che l’eroe ha con sé l’anello incantato, che la maga Melissa , in contatto con Bradamante, gli ha donato.

Corre Ruggiero in groppa all’Ippogrifo e volando sorvola l’isola di Ebuda.

Catturato dalla bellezza di Angelica, dimentica temporaneamente Bradamante e ardente di desiderio per la nuda fanciulla, sconfigge eroicamente l’Orca

Poco prima le ha donato l’anello per proteggerla e adesso è impaziente di amarla, dopo averla condotta in una valle.

L’impacciato Ruggiero però deve fare i conti con l’astuta Angelica che , ingoiato l’anello incantato, scompare alla sua vista a lo lascia con tanto di naso.

Scappa Angelica, ma rimane catturata dall’amore per un semplice giovane ferito, il saraceno Medoro. Lo cura e lo guarisce, lo ama alla follia, riamata. Non sa che, da lì a poco, il prode Orlando troverà nel bosco i segni di quell’amore e , in un climax crescente di gelosia, diviene pazzo.

Perde letteralmente il senno e, tra urla di dolore , trascorrerà i giorni sradicando alberi della foresta.

Sarà San Giovanni a intermediare e darà ad Astolfo la missione di recuperare il senno di Orlando.

Con il carro di Elia dovrà fare un viaggio sulla luna , che altro non è che un deposito delle cose smarrite sulla Terra.

E’ proprio dentro una pesantissima ampolla che Astolfo troverà il liquefatto senno di Orlando, che presto lo riceverà.

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Studenti in azienda

cronaca_rete_texa di Matteo Casonato

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